Il Tirreno

CRISI E SOLIDARIETA'

In tanti, in fila, per il pane quotidiano

di Cecilia Cecchi
Sede della San Vincenzo de' Paoli: sempre più famiglie in fila per la consegna dei pacchi alimentari (foto Barlettani)
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Sede della San Vincenzo de' Paoli: sempre più famiglie in fila per la consegna dei pacchi alimentari (foto Barlettani)

Alla San Vincenzo de’ Paoli è sempre più difficile rispondere alle richieste, soprattutto per i pacchi viveri alle famiglie

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PIOMBINO. In fila sono sempre di più. Mentre aumenta la difficoltà non tanto di mettere a tavola chi ha bisogno, quanto assicurare alle famiglie un pacco viveri adeguato. Nella prima domenica d’Avvento pure i bambini della parrocchia di Salivoli hanno voluto “mettere qualcosa” nel cesto della spesa della San Vincenzo de’ Paoli; così come ancora fanno i cittadini, però sempre meno. In cucina (alle 9,30), per la mensa dei poveri, insieme alla decana Annarita Coscia ci sono Filomena Rauso, Gigliola Acquafresca, Horica Pistrit. Annarita seleziona il necessario per il pranzo, ma è preoccupata: «Ne mettiamo a tavola, ogni giorno una cinquantina, ma si riesce bene. Il problema è – sottolinea – che arrivano sempre più famiglie anche italiane a chiedere qualcosa da portare a casa. Difficilissimo acquistare quello che serve per fare i pacchi». Insomma ormai i volontari si autotassano per aiutare pure quanti si rivolgono alla San Vincenzo, per comprare latte o quel che manca. «Il sostegno assente è sempre il lavoro, che non si trova – ricorda Annarita Coscia – la San Vincenzo de’ Paoli invita tutti a dare una mano....».

In tanti in attesa in via Landi, già di prima mattina (temendo di restare senza il necessario), anche se ciascuno ha un numero, un orario per il ritiro. «Si conferma il modo migliore che la Società San Vincenzo de' Paoli ha “studiato” per ridurre le attese di quanti sono obbligati dalla vita ad andare avanti col pacco di solidarietà» ricorda la presidente della conferenza, Vanna Zanella Bacci, mentre riceve mamme e smista uova, pasta & c.; insieme a lei Giuseppe Merlini (tesoriere), Paola Pinna (vice presidente ), Maurizio Pacchini (volontario). «Ciascun nucleo familiare ha un numero preciso – dice Vanna – sui 62 bigliettini che sono stati assegnati, ciascuno conosce la sua posizione, e l’ora dei ritiro una volta a settimana. Ma ci sono sempre tante nuove richieste, ogni lunedì e giovedì, anche se già tutto stabilito. Se alle 12 resta ancora “qualcosa” in più si procede con un’ulteriore distribuzione». Nella saletta, alla consegna del pacco, qualcuno chiede aiuto per un dente che fa male o per una visita specialistica da fare con urgenza.

Tra quanti sono in attesa fuori dalla porta (grande ordine nel cortile, compostezza, cordialità, sorrisi) ci si lamenta per l’appoggio, che spesso manca del tutto. Che non c'è lavoro da troppo tempo. Né soldi per pagare le bollette (e tagliano luce o gas). Ad aiutare? Tutti bussano ovunque, ma nessuno ha più soldi né il Comune, né l'Asl; a sentire i più si ringraziano soprattutto, ancora, la San Vincenzo, la Caritas, le parrocchie. Puntuale, quest’anno, anzi più “complesso”, anche il Natale che non si vuole vedere. La difficile realtà di ogni giorno. Il peso di cassa integrazione e povertà - tirando al massimo la coperta (già corta) dell’indotto siderurgico in crisi - segna più 30% di richieste alimentari ai centri d’ascolto Caritas. «A disposizione – prosegue Vanna – appunto questi 120 pacchi la settimana. Tra i bisognosi soprattutto famiglie di stranieri molti romeni, bosniaci, albanesi, marocchini. Sempre più italiani. Prima si dava sostegno per un po’ di tempo, finché non se la cavavano. Adesso l’assistenza non finisce più, non troviamo neanche occupazioni momentanee». Aiuti dalle parrocchie. «Necessario condividere – spiega – Nelle famiglie dove arrivano due stipendi, forse qualcosa si riesce ancora a dare». La San Vincenzo fa di tutto per esserci, «ormai quasi ogni giorno – conclude la presidente – ci autotassiamo... non si può lasciare in sospeso una bolletta di qualche famiglia che proprio non ce la può fare...». È Natale, si può provare tutti a fare qualcosa in più: magari pur solo in formato latte, pasta, olio...

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