Sicurezza
Colesterolo: l’unione fa la forza
PIOMBINO. Una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso. In tema d’infarto (circa quindicimila casi l’anno in Toscana), da un lato una valida alimentazione ed un corretto stile di vita...
PIOMBINO. Una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso. In tema d’infarto (circa quindicimila casi l’anno in Toscana), da un lato una valida alimentazione ed un corretto stile di vita ( controllo di pressione arteriosa, diabete, assenza di fumo, pratica d’attività sportive), dall’altro il ruolo dei farmaci.
Ha importanza comunque la predisposizione familiare, accanto alla struttura genetica della persona. Nemico, fra i più importanti,è l’eccesso di colesterolo nel sangue,reso ancor più difficile da contrastare in presenza di una o più condizioni di rischio cui prima abbiamo accennato.
Dal congresso della Società di Cardiologia Americana, è emersa una novità: farmaci base del trattamento come le statine (una svolta storica nella lotta ai grassi del sangue) oggi dimostrano d’avere bisogno d’un rinforzo. Come s’è detto all’incontro stampa di Roma, l’associazione di ezetimibe e simvastatina esercita, contemporaneamente, un duplice effetto: inibisce con il primo l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale e, con l’altro, la sua produzione a livello del fegato. Innovativa – s’è detto – è l’azione di ezetimibe: diminuendo l’ingresso del colesterolo nelle cellule intestinali, fa di conseguenza calare la sua quantità nel fegato ed ,a seguire, nel sangue.
È soprattutto nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare che si manifesta il beneficio della cura, perché consente allo stesso tempo di ridurre il necessario apporto di statine ed i loro effetti collaterali. Contro l’infarto, si è dunque concluso, l’unione fa la forza.
Gian Ugo Berti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google