Il Tirreno

I residenti del Grigolo al Tar per la chiusura dell’impianto

di Luigi Cignoni

La zona è classificata residenziale, ma ogni giorno ha problemi di miasmi e rumori Il comitato parla chiaro: «C’è già una sentenza a nostro favore, adesso va rispettata»

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PORTOFERRAIO. Basta con le promesse, con le parole. Ci vogliono fatti. E il comitato che raggruppa i proprietari di appartamenti al Grigolo ricorre al Tar, per veder accolte le proprie istanze, sulle quali, per altro, insiste una sentenza del tribunale a loro favorevole relativa allo smaltimento dell’impianto di pretrattamento del Grigolo. Il Grigolo deve essere chiuso, ma i tempi si allungano incredibilmente. Ecco allora la mossa forte, per dare una scossa all’ambiente.

Anche perché va ricordata che la zona in oggetto è fra quelle della città classificate residenziali con alto interesse di carattere turistico. Una situazione di stallo che si trascina da tanto tempo e che non vede l’esecuzione dei lavori che dovrebbero portare alla chiusura dell’impianto del Grigolo e quindi l’avvio del depuratore allo Schiopparello. Ma i lavori di collegamento tra il collettore principali che unisce l’utenza di Portoferraio e lo Schioparello procedono a singhiozzo. A una velocità tale da impensierire ulteriormente i proprietari delle abitazioni del Grigolo che hanno ancor oggi i problemi lamentati negli anni (miasmi, rumori e rischi d’inquinamento della costa, con relativi effetti di declassamento delle proprietà abitative).

«Abbiamo avuto – dice il rappresentante del comitato di cittadini – fin troppa pazienza. Dalla parte nostra c’è anche una sentenza del tribunale. Chiediamo che si rispettino gli impegni assunti a suo tempo». Ma vediamo cosa è stata fatto finora. A partire da settembre 2013, è stato realizzato solo un tratto di fognatura, quello compreso fra i pontili nuovi e piazza Citi. Si tratta di poche centinaia di metri. Poi il cantiere ha chiuso i battenti per l’approssimarsi della stagione turistica con l’impegno però della ripresa al primo ottobre 2014. Intanto rimaneva da risolvere il problema dello stoccaggio delle terre di scavo particolarmente importante in un tratto come quello rimanente che va da piazza Citi a Via dell’Amore, lungo la banchina della Darsena. Altro problema non ancora risolto, ma solo ipotizzato da un punto di vista progettuale, è quello relativo al tratto di fognatura compreso fra Bivio Boni e l’incrocio con la strada per San Giovanni (circa 1500 metri), che Asa penserebbe di realizzare con un procedimento di trivellazione teleguidata delle tubazioni, il cui inizio è subordinato al parere dell’Ufficio Tecnico del Comune e a quello della Provincia. I lavori di questo tratto verrebbero affidati a un’associazione temporanea d’impresa fra CLC Li e Siemens e richiederebbero 12 mesi. «Per le restanti fognature comprese fra l’incrocio per San Giovanni e il depuratore di Schiopparello – dicono quelli del Comitato - , peraltro già appaltate a Cornia Manutenzioni, consociata di Asa, oltre al già menzionato problema dello stoccaggio e del successivo smaltimento delle terre, sono da prevedere i normali intoppi burocratici che il nostro interlocutore ritiene risolvibili, tanto da ipotizzare il loro completamento per la fine del 2015. Ci avevano assicurato che i lavori concernenti il depuratore di Schiopparello sarebbero partiti il primo settembre 2014, per concludersi l’ano successivo. Sembrerebbe che il finanziamento dell’intera opera, che un anno fa Asa dichiarò scadere a fine 2014, sia invece utilizzabile fino a fine 2015». In conclusione la situazione è tale da richiedere un’azione decisa e tempestiva. È arrivato il momento in cui la disponibilità degli abitanti del Grigolo è finita. «Non vogliamo prolungarla ulteriormente, perché se lo facessimo, sconfineremmo in una colpevole rinuncia al riconoscimento dei diritti stabiliti da una sentenza che ha imposto senza mezzi termini lo smantellamento dell’impianto».

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