Sicurezza
Il carcere è nel caos ma non arrivano direttore e garante
La nomina è stata rinviata e i tempi non sono chiari Intanto alcuni reclusi denunciano le condizioni inumane
PORTO AZZURRO. Il carcere di Porto Azzurro dovrà ancora fare a meno di un direttore in pianta stabile. La nomina attesa in queste ore di un nuovo responsabile dell'istituto, alle prese con gravi problemi che riguardano sia gli operatori interni, sia gli stessi reclusi, non si è concretizzata.
Si dovrà attendere ancora, dunque, ma non è dato sapere quanto. Intanto un dato certo. La candidatura di Francesco D'Anselmo, in questi mesi reggente a Forte San Giacomo e in contemporanea direttore anche di altri tre istituti penitenziari in Sardegna, sembra aver perso notevolmente quota.
Al punto da essere quasi del tutto accantonata, sebbene D'Anselmo avesse dato la disponibilità per ricoprire il ruolo sull'unico istituto di pena presente all'Elba ed essendosi fatto ben volere in queste settimane dagli stessi operatori carcerari e da tutti coloro che gravitano intorno alla casa di reclusione.
Niente di fatto, insomma. Secondo quanto apprendiamo il carcere sarà gestito per il momento con una reggenza ad interim.
E la figura più papabile per questo scopo sarebbe Vittorio Cerri, già direttore a Massa e a Pisa. Ma a tutt'oggi non ci sono decisioni e individuazioni sicure.
La nomina di un direttore in pianta stabile è stata richiesta più volte dai sindacati della polizia penitenziaria in una fase in cui i problemi, sollevati dagli stessi detenuti, si stanno amplificando.
Due su tre di loro hanno formalmente presentato domanda per il risarcimento per i "trattamenti inumani o degradanti", subito all'interno della cittadella carceraria. Ci vorrà tempo, ma l’iter è in corso.
Niente direttore e, per adesso, niente garante dei detenuti per Porto Azzurro.
L'amministrazione comunale retta dal sindaco Luca Simoni sta avviando tutte le procedure previste per legge per individuare la figura di garante del carcere, che sia tale da rappresentare i bisogni della popolazione carceraria.
Non solo, che operi affinché siano tutelati i diritti cui spettano al ristretto. Entro la prima decade del mese di ottobre la giunta potrebbe trovarsi nelle condizioni di affidare un tale incarico. Un incarico che potrebbe riportare un po’ di serenità nella struttura che sovrasta il paese.
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