Attenzione
«Tasse, le imprese non reggono»
Associazioni di categoria contro i Comuni: «Non ci ascoltano»
PORTOFERRAIO. «I Comuni hanno alzato le tasse, senza neanche coinvolgere le categorie economiche nelle loro scelte». È un attacco duro quello rivolto dalle associazioni di categoria dell’isola d’Elba nei confronti delle amministrazioni comunali.
«Apprendiamo a mezzo stampa – attaccano le associazioni di categoria Cna, Confindustria, Coldiretti, Confcommercio e Confesercenti – che i Comuni elbani si stanno apprestano all’approvazione dei loro bilanci. Da quanto abbiamo avuto modo di sapere, ci risulta che, in molti casi, si verificherà un aumento della tassazione locale, in particolare a carico del tessuto produttivo. Prendiamo atto di trovarci di fronte a decisioni già prese, senza essere stati coinvolti in un preventivo e costruttivo confronto». Lo scarso coinvolgimento da parte delle categorie ha fatto eco ad un aumento, pressoché generalizzato, delle aliquote delle imposte locali sui cittadini e sulle aziende, già in netta difficoltà per la crisi.
«Le imprese, oltre a subire la vessazione dell'imposizione fiscale generale – spiegano le associazioni di categoria – si trovano a sostenere nuove tasse ed incrementi considerevoli. Le associazioni di categoria dell'Isola d'Elba auspicano pertanto che le amministrazioni comunali tengano in debito conto la particolare situazione di contrazione economica che ha colpito il territorio negli ultimi anni ed invitano ad una maggiore sensibilità nei confronti della imprenditoria locale».
Per non infierire sulle imprese l’invito delle categorie ai Comuni è quello di guardare meglio in casa propria. «Dovrebbero effettuare una più attenta analisi dei propri costi al fine di individuare nuove economie in un’ottica di riduzione delle spese piuttosto che di maggiorazione della tassazione a discapito degli utenti – spiegano le associazioni – le aziende sono la spina dorsale del tessuto economico del territorio e colpirle con oneri difficilmente sostenibili potrebbe avere effetti devastanti sull'occupazione locale, mettendone a repentaglio la sopravvivenza».
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