Sicurezza
«Più trasparenza sulla mobilità»
Lo Slai Cobas contesta le procedure per i 13 lavoratori della Eco Fanghi
PIOMBINO. Slai Cobas chiede la massima trasparenza sulla procedura di mobilità per i 13 lavoratori Eco Fanghi, l’azienda impegnata nel settore degli spurghi e delle pulizie industriali.
Lo fa dopo un incontro nel quale l’azienda ha sottolineato di rispettare la normativa.
«Nei fatti questo non è avvenuto», afferma Giancarlo Chiarei, portavoce del sindacato autonomo.
Chiarei si richiama ai requisiti fondamentali nella scelta dei lavoratori per i quali chiedere la mobilità: l'anzianità del lavoratore nella ditta, la composizione del nucleo familiare e altro ancora.
I dipendenti della Toscana Eco Fanghi sono stati assunti, a seconda delle mansioni svolte, o con il contratto per gli operatori di igiene ambientale, o con quello del settore delle pulizie industriali.
Le retribuzioni sono più alte nel contratto di igiene ambientale, «perciò - prosegue il sindacalista - sono più onerose di circa 300 euro mensili per l'azienda. La quale, quindi, ha ritenuto di chiedere la mobilità proprio per gli assunti con quel tipo di contratto, mantenendo quelli delle pulizie industriali. Che, però, svolgono mansioni rientranti nel contratto di igiene ambientale».
Chiarei fa diversi esempi
di quanto accade e annuncia che andrà al prossimo incontro con la ditta «chiedendo - chiude - il rispetto dei diritti dei lavoratori, contro le logiche del profitto a tutti i costi, nel rispetto delle leggi vigenti in materia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
