La manifestazione
Tormentone finito, il Parco si prende le dune
Lacona: l’ente chiude l’accordo da 1,6 milioni per gli immobili dell’ex Essenza Dopo anni di battaglie torna in mano pubblica un patrimonio naturale unico
CAPOLIVERI. «Forse è la mia soddisfazione più grande da quando sono presidente del Parco, di sicuro la conquista più faticosa».
Giampiero Sammuri, presidente del Parco dell’Arcipelago toscano, commenta in questo modo l’accordo definitivo, firmato assieme a Montinvest, fino a ieri proprietaria degli immobili, e al Comune di Capoliveri, per l’acquisizione delle “Dune di Lacona”. O, più precisamente, dei tre immobili e dei terreni di proprietà della società Montinvest (bar, bazar, ristorante, edicola e discoteca costruite attorno alla zona delle dune).
I beni, in seguito al fallimento dell’ex Essenza, erano finiti all’asta la scorsa estate e, di conseguenza, hanno rischiato seriamente di tornare in mano ai privati. E, con essi, l’ultimo esemplare di dune naturali in tutto l’Arcipelago toscano. Ultimo simbolo della biodiversità sulle spiagge ogni anno messe a dura prova dalla pressione antropica e dall’erosione costiera.
Era il 2009 quando il comitato Amici delle Dune lanciò l’idea di una forma di azionariato popolare per acquistare le dune e, in generale, gli ambientalisti dell’isola si mobilitarono per salvare i terreni. Ma è stato solo il lavoro paziente del Parco nazionale, supportato dal Comune di Capoliveri (che era titolare di terreni pari a 7mila metri quadrati), a risolvere una questione che, per come si è sviluppata, è diventata una vera battaglia contro la burocrazia.
Da una parte infatti, il Parco si è trovato di fronte a un complicato intrigo di natura legale, in buona parte dovuto all’articolato pacchetto di creditori costituitisi col fallimento della vecchia proprietà, quindi ha dovuto affrontare le pastoie e i ritardi della pubblica amministrazione.
Così, ormai da anni, si sono alternate attese dei finanziamenti, brusche battute di arresto e procedure da rifare, anche dopo la firma dello schema di accordo del 2012, con il passaggio dei terreni e degli immobili al Parco per 1,6 milioni di euro. Ad alimentare un quadro sempre più complicato la messa all’asta, la scorsa estate, dei beni di proprietà della Montivest, che ha rischiato seriamente di compromettere l’accordo già raggiunto.
«È stato un iter complicatissimo – racconta il presidente Giampiero Sammuri – sono molto contento di aver raggiunto un obiettivo reso possibile solo grazie alla perseveranza del Parco, a partire dal direttore Franca Zanichelli, fino a Rita Giglioli e Rita Pilato. Grazie anche al Comune di Capoliveri e al sindaco Barbetti che ci hanno dato una mano». Con l’acquisto dell’area delle dune e degli immobili dell’ex Essenza il Parco conta di poter mettere in piedi quanto prima un centro di educazione ambientale, centro nevralgico per i turisti e per gli appassionati di ambiente che arrivano a Lacona. Alla realizzazione del centro, secondo i piani del Parco, sarà affiancato un progetto di valorizzazione delle dune naturali, situate in una delle spiagge più frequentate dell’isola.
«Ora che siamo proprietari – fa sapere il presidente Sammuri – possiamo finalmente lavorare al progetto, in modo da mettere a posto gli immobili da tempo in degrado già per l’inizio della prossima stagione. L’idea del centro di educazione ambientale è certamente la più adatta e percorribile anche se ovviamente va attualizzata sulla base delle spese necessarie per l’intervento. Ma la cosa più importante è che finalmente, questa vicenda infinita sia stata portata a termine».
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