Il Tirreno

Il Pd apre alle primarie, ma di collegio

di Guido Fiorini
Il Pd apre alle primarie, ma di collegio

Votato a maggioranza un documento, i renziani si dividono. Ma c’è il rischio che la Val di Cornia perda il consigliere

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PIOMBINO. La federazione del Pd della Val di Cornia apre alle primarie alle primarie di “collegio” per la scelta dei candidati alle Regionali del 2015. E lo fa con un documento, votato a maggioranza dall’assemblea, che dà mandato al segretario Valerio Fabiani di portare la richiesta al tavolo regionale dove saranno decise le regole.

«L’assemblea territoriale – recita il documento – dà mandato al segretario di federazione di aprire un confronto con la federazione di Livorno e di partecipare alla discussione che si dovrà svolgere all’interno dell’unione regionale al momento della definizione del regolamento regionale per la selezione delle candidature». E ancora: «L’assemblea ritiene che si debbano individuare medesime regole per tutta la Toscana, perché tutti i candidati consiglieri, in linea di principio, devono avere lo stesso grado di legittimazione indifferentemente dal collegio di provenienza. Siamo per individuare forme massime di apertura per la scelta dei componenti della lista comprese le primarie aperte di collegio, così come furono fatte nel 2010 per le scorse elezioni regionali».

Ma il voto del documento, al termine di un’assemblea che, mercoledì sera in via Marco Polo, è iniziata alle 18 per terminare dopo mezzanotte, non è andato via liscio, ma ha visto una spaccatura all’interno del partito e, in particolare, nella componente renziana. E certamente hanno pesato altre primarie, quelle di qualche mese fa per la scelta del candidato a sindaco di Piombino.

Così in un primo momento è stato respinto un emendamento che, nel caso siano negate le primarie di collegio, apriva “almeno” a quelle di federazione (sì 21, no 36, 2 astenuti), poi il documento nel suo complesso ha visto 41 sì, 21 no e 16 astenuti su 78 votanti. I renziani “vicini” alla Pietrelli hanno votato per il documento mentre altri, su tutti l’ex sindaco di Portoferraio Roberto Peria, hanno scelto il “no” o l’astensione.

Ma il vero timore che aleggiava in sala, mercoledì sera, è che lo scontro in atto fra Gianni Anselmi e Matteo Tortolini rischi alla fine di dividere i voti e, nei fatti, di far perdere il consigliere alla Val di Cornia e all’Elba. Senza un accordo, senza la convergenza su un solo candidato, i 90mila abitanti del “sud” poco potranno fare contro i quasi 200mila del “nord”. Altri partiti in corsa per un posto a Firenze non ci sono, in gioco c’è quindi la rappresentanza del territorio in Regione.

«Le decisioni prese – commenta il segretario della Val di Cornia, Valerio Fabiani, che ha nominato anche la nuova segreteria (vedi sopra, ndr) – vanno nella direzione di una grande apertura, pur sapendo che alla fine le regole saranno decise a Firenze e saranno uguali per tutta la Toscana. Ben vengano le primarie quindi, purché siano dimensionate sullo stesso territorio del collegio dove poi si andrà a votare. Al tempo stesso ritengo che il partito debba alla fine puntare solo su un nome, per non rischiare di perdere tutto».

Sul lavoro del consigliere regionale uscente, Matteo Tortolini, sarà avviata una valutazione da parte del Pd: «È una procedura normale quando uno che ha ricoperto un incarico chiede di fare il secondo mandato. Il partito dispone di farlo anche per i sindaci, credo sia normale. Stavolta abbiamo deciso che a valutare l’operato non siano solo i dirigenti, ma tutti gli iscritti, così da allargare al massimo la consultazione».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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