Il Tirreno

«Oddio», poi lo schianto ma è giallo su chi pilotasse

di Federico Lazzotti
«Oddio», poi lo schianto ma è giallo su chi pilotasse

Ecco la registrazione delle ultime parole a bordo del velivolo precipitato lunedì Intanto la Procura ha nominato un perito per verificare le cause dell’incidente

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LIVORNO. «Oddio, oddio». Poi il silenzio e il rumore delle lamiere che finiscono al suolo.

Sono da poco passate le 17 di lunedì e queste sono le ultime, drammatiche parole registrate all’interno della cabina del piccolo aereo Diamond Dv 20 prima dello schianto avvenuto a poche centinaia di metri dalla pista di atterraggio della Pila, nel Comune di Marina di Campo, nel quale hanno perso la vita l’istruttore di volo Silvio Mecucci, 43 anni, e il suo allievo Giuseppe Sodano, 37.

È da questa registrazione e dalle testimonianze di alcuni addetti della torre di controllo che si stanno sviluppando le indagini della Procura di Livorno coordinate dal pubblico ministero Fiorenza Marrara e quelle dell’agenzia nazionale per la sicurezza del volo che a sua volta ha aperto un’inchiesta.

Il primo giallo che gli inquirenti devono risolvere è, però, quello di individuare quale dei due piloti fosse concretamente alla guida del velivolo al momento in cui si è verificato l’incidente.

L’aereo, infatti, è dotato di due cloche che funzionano contemporaneamente. Il velivolo, poco prima, era arrivato sulla pista di atterraggio dell’isola d’Elba dopo essere partito da una scuola di volo di Roma per effettuare una manovra di “touch and go”, che consiste nell’abbassarsi per poi riprendere quota.

Possibile, dunque, che l’operazione iniziale sia stata effettuata dall’allievo e che successivamente la cloche sia stata presa in mano dall’istruttore.

L’obiettivo degli investigatori resta però quello di risalire alle cause dell’incidente e nel caso individuare gli eventuali responsabili. Ecco perché la Procura ha nominato un perito, il generale Marco Ristori, ex colonnello dell’aereonautica.

«Per il momento – spiegano gli investigatori – stiamo prendendo in considerazione tutte le possibilità: dal guasto tecnico, al malore di uno dei piloti, fino a un problema di carburante».

Detto questo l’ipotesi più plausibile resta quella di un problema al motore che si sarebbe spento durante l’operazione durante la quale avrebbe dovuto riprendere quota.

L’aereo, infatti, dopo essersi abbassato sulla pista sarebbe dovuto risalire, invece a metà della manovra si sarebbe di nuovo abbassato prima di schiantarsi a poche centinaia di metri dal centro abitato. «L’unica certezza – fanno sapere dalla Procura – è che l’operazione di “touch and go” sia avvenuta come da manuale». Dunque il problema sarebbe nato nel momento successivo.

La perizia dell’esperto, già iniziata martedì quando i resti del velivolo sono stati recuperati, andrà avanti per alcune settimane. Agli atti, oltre a tutte le testimonianze, sono già finite le registrazioni di tutte le comunicazioni tra la cabina e la torre di controllo e dalle prima indiscrezioni non sarebbero emersi problemi di nessun genere durante il volo.

Intanto i familiari delle due vittime sono in attesa che la Procura dia il via libera per la restituzione delle salme e l’organizzazione dei funerali. L’autopsia per escludere che l’incidente sia stato causato da un malore è stata fissata per sabato mattina. Dopodiché il pubblico ministero darà il via libera per il ritorno del pilota e del suo allievo a casa.

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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