Sicurezza
«Contro la crisi la Val di Cornia deve avere piani comuni»
PIOMBINO. «Non c’è più tempo per improvvisazioni, per progetti inconcludenti che si basano su presupposti del tutto fuori da ogni possibilità di concretezza». Questa la premessa di Ilio Benifei,...
PIOMBINO. «Non c’è più tempo per improvvisazioni, per progetti inconcludenti che si basano su presupposti del tutto fuori da ogni possibilità di concretezza». Questa la premessa di Ilio Benifei, Fausto Bertagna ed Emi Vaccai, per il coordinamento di Sel, secondo cui «la crisi di Piombino e della la Val Di Cornia non è più affrontabile con un modello che ha fatto completo fallimento».
Da qui la proposta «che i Comuni della Val Di Cornia tornino a parlarsi, a mettere insieme idee e strumenti, a rivedere i piani strutturali, a ridisegnare una idea di sviluppo che si basa sulle risorse di un territorio che ancora esprime potenzialità inespresse». Sulle bonifiche l’idea è che con «i finanziamenti previsti a oggi siamo anni luce rispetto alle necessità. Proponiamo che si faccia un serio progetto, con individuazione delle aree da bonificare e urbanizzare per fini produttivi. Senza un contributo sostanziale dello Stato è illusorio pensare di attivare investimenti privati». Sulla 398 invece, «a fronte della chiusura di impianti siderurgici, l’accesso al porto è più facilitato. Invece di disperdere vari finanziamenti in interventi ad oggi di dubbio risultato sarebbe meglio utilizzarli subito per fare questa strada indispensabile per l’area industriale e per il porto».
Infine la centrale a carbone «è fuori contesto, ripercorre strade già seguite e già bocciate dal territorio. Ci sono altre proposte per produrre energia attraverso lo sviluppo dell’eolico, il solare termodinamico, il progetto Hysteel. Ma per l’oggi e per il futuro anche nell’ipotesi del forno elettrico (la più ottimistica) ci fa dire che la siderurgia a Piombino sarà ridimensionata e non più centrale. Non c’è tempo da perdere. I Comuni avviino un percorso: turismo, agricoltura, cultura, imprese strettamente legate al territorio, energie rinnovabili, operatori turistici, parchi della Val di Cornia devono fare sistema».
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