Lutto
Tortolini chiarisce: «Primarie di collegio io sono favorevole»
PIOMBINO. Sì a primarie aperte e di collegio: il consigliere “uscente” Matteo Tortolini getta il cuore oltre l’ostacolo in vista delle Regionali. E mette in guardia chi, anche con la raccolta delle...
PIOMBINO. Sì a primarie aperte e di collegio: il consigliere “uscente” Matteo Tortolini getta il cuore oltre l’ostacolo in vista delle Regionali. E mette in guardia chi, anche con la raccolta delle firme, sta creando un clima di divisione. Senza lavoro di squadra Piombino rischia di perdere il consigliere.
La situazione è tesa.
«Le vicende del Pd locale sono inadeguate rispetto alla situazione della città. Ci sono migliaia di persone che rischiano il posto, richieste di assistenza sociale che aumentano, attività che chiudono. C’è un lavoro delicato che la giunta Giuliani sta facendo, dobbiamo sostenerlo e proporre una fase nuova per la città e non far emergere solo una lotta tra persone».
Però una selezione di candidati andrà fatta.
«La storia recente insegna che abbiamo sempre tenuto un seggio a Firenze perché non ci siamo mai divisi di fronte a Livorno che ha più abitanti. Ma se ci saranno più candidati sono favorevole ad elezioni primarie aperte di collegio. Le abbiamo già fatte nel 2010: arrivai primo e ebbi l’onore di guidare la lista Pd della provincia. Deciderà la direzione regionale, ma sono favorevole».
E c’è chi raccoglie firme.
«La democrazia va rispettata e chi ha firmato ha espresso una genuina richiesta di apertura del Pd e dei suoi processi decisionali. Il Pd, anche con autocritica, deve mostrare e garantire apertura e trasparenza. Ma un elemento di riflessione lo rivolgo ai promotori: alimentare uno schema per cui da lato c’è il Pd e dall’altro una parte della città di Piombino, non aiuta né il Pd, né il territorio. Ci vuole un Pd più aperto ma anche più attenzione alla causa comune. Le elezioni ci saranno tra diversi mesi e non giova a nessuno questo clima. Il giorno dopo il voto dovremo riconoscerci e stare tutti dalla stessa parte».
Ma un giudizio sul suo lavoro servirà...
«Sono il primo a volerlo: in questi anni ho lavorato a centinaia di provvedimenti, sul porto, l’industria, le piccole imprese, l’urbanistica. L’ho fatto insieme al presidente Rossi e tutti gli amministratori locali con onestà e impegno: mi rimetto volentieri al giudizio del mio partito».
Si parla solo di Piombino. Ma il territorio?
«È vero. Il collegio è provinciale e Piombino ne è parte rilevante ma non esclusiva, non possiamo isolarci. In questi anni si sono prodotte fibrillazioni tra il capoluogo e un territorio dove c’è Campiglia che ha le sue esigenze, Suvereto dove dobbiamo rimontare e dove c’è un bel gruppo di giovani, Sassetta e San Vincenzo di cui si devono capire le esigenze di autonomia e anche di rapporto con la Val di Cecina. Poi c’è l’Isola d’Elba, dove il Pd ha un partito ricco di personalità e di giovani capaci e preparati. Quindi dico no all’isolamento: servono autonomie, relazioni e alleanze».
@guifiorini
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