Lutto
«Solo una fatalità, i voli non sono rischiosi»
Gianluca Eletti, titolare della scuola di volo elbana: gli aerei rispettano standard di sicurezza elevati
CAMPO NELL’ELBA. «Una tragica fatalità». L’istruttore di volo Gianluca Eletti, titolare della scuola Aria dell’Elba, non ha dubbi sull’incidente accaduto nel pomeriggio di lunedì all’aeroporto di Campo. «Conoscevo personalmente l’istruttore deceduto – dice Eletti – una professionalità ed una preparazione superiore alla media. Inoltre la scuola di Roma Urbe ha mezzi altamente professionali con standard di manutenzione e sicurezza elevati. Le statistiche confermano che è molto più pericoloso salire su un’auto e che sono molto più frequenti gli incidenti con i trattori agricoli, ma capisco che quello di una aereo colpisca si più anche se succede molto raramente».
Eletti ci tiene e rassicurare che quello di Campo non è un aeroporto pericoloso e che la manovra effettuata dall’istruttore della scuola di Roma era una manovra in tutta sicurezza, che aerei come il D-V20 effettuano in metà dello spazio che ha la pista di La Pila. Un aeroporto che ogni settimana vede un notevole traffico di aerei da diporto turistico, che arrivano non solo dall’Italia ma anche dalla Corsica e dalla Germania per fare qualche esempio. Nel tempo, con la crisi economica, sono diminuiti, ma quelli dello scalo elbano restano sempre numeri importanti. Resta il fatto che a colpire l’opinione pubblica è che gli incidenti sono sempre accaduti nello stesso luogo. «Succede – dice Eletti – quella è la parte più critica e se deve accadere qualcosa accade lì dove si forma l’imbuto ma ribadisco che non sono così frequenti come può sembrare – dice – dietro ad ogni volo da diporto ci sono livelli di addestramento che superano e anche di molto gli standard del mondo civile. E poi ci sono i controlli molto rigorosi sui mezzi e sulle persone – spiega – i controlli vengono effettuati ogni 50 ore di volo sugli aerei e ogni 12 mesi sugli istruttori, ogni sei mesi se l’istruttore supera i 40 anni di età. E non è tutto. Ogni 12 mesi è previsto un volo con un secondo istruttore per la verifica dello stato fisico e delle competenze. Succede poi che qualche motore si rompe, qualcosa non funziona come su qualsiasi altro mezzo e allora accadono queste tragedie. Erano persone con preparazione di alto livello a cui avrei affidato la mia vita».
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