Sicurezza
Regionali, Anselmi rompe gli indugi
Con Tortolini già in campo si candida anche l’ex sindaco: «Non voglio spaccare il partito, ma non si può vivere di scelte blindate»
PIOMBINO. Dopo giorni di polemiche Gianni Anselmi esce allo scoperto e con una nota inviata ai media annuncia di «mettersi a disposizione del Pd». La traduzione è che l’ex sindaco scende ufficialmente in campo nella battaglia in corso nel Pd sulle candidature alle Regionali dell’anno prossimo.
Una mossa, quella di Anselmi, legata all’esigenza di dare una risposta in tempi brevi alla grande mobilitazione per la sua candidatura che ha portato alla costituzione di un Comitato per raccogliere firme in favore dell’ex sindaco, ma anche a quella di evitare che il Pd vada troppo in là nel lavoro nel lavoro teso al rafforzamento della posizione del consigliere uscente, Matteo Tortolini, verso una candidatura che già conta sul sostegno del segretario Valerio Fabiani e del gruppo dirigente.
Già domani sera infatti è in programma la direzione del partito convocata per discutere delle candidature alle Regionali, e nel dibattito interno l’uscita pubblica di Anselmi ovviamente non sarà priva di conseguenze.
Il ragionamento di Anselmi parte proprio dalla petizione in corso: «So che molte persone, con una spontaneità che mi tocca – dice Anselmi – stanno invocando una mia candidatura». Per questo l’ex sindaco spiega di «essere iscritto a un partito che vive di regole: il suo compito è qualificarle per assicurarne un corretto e trasparente funzionamento nell’interesse collettivo, nonché la vitalità democratica. Questo deve valere anche quando si tratta di selezionare il personale politico che rappresenti al meglio gli elettori e le istanze di un territorio».
Da qui la riflessione sulle regole per la candidatura, che il partito a livello regionale non ha ancora fornito. «Non sappiamo quante firme serviranno per proporre la propria candidatura – scrive Anselmi nella sua nota – con quale maggioranza qualificata la lista dovrà essere approvata dagli organismi territoriali. Non si sa come saranno ripartite le otto candidature che spettano al collegio provinciale di Livorno fra la federazione di Livorno e quella della Val di Cornia-Elba e le modalità di selezione».
Così, in attesa delle disposizioni da parte del partito regionale, Anselmi si dice comunque convinto sia «necessario assicurare agli elettori della Val di Cornia e dell’Elba la massima possibilità di scelta fra diversi candidati, con il metodo delle primarie o, se questo non fosse previsto dal regolamento regionale, ampliando al massimo il numero delle candidature espressione del territorio». Già, perché fin qui si è sempre ragionato sulla base di sei candidature tra Livorno e Provincia, quattro alla federazione livornese e due a quella della Val di Cornia: se invece il numero salisse e la proporzione fosse 5 a 3, ci sarebbe spazio per un’altra candidatura locale, quella appunto dell’ex sindaco che poi se la giocherebbe con Tortolini direttamente alle elezioni visto che alle Regionali si voterà con le preferenze.
Anselmi spiega anche che secondo lui «questo non significa “spaccare il partito” o offendere nessuno, ma semplicemente affermare che un’organizzazione politica oggi non può vivere di scelte preconfezionate e blindate, ma deve ricercare continuamente una sintonia con i suoi elettori tradizionali e potenziali: la missione di un partito è massimizzare la quantità dei suoi consensi intorno a un progetto politico e a un’idea di territorio. Le personalità che lo rappresentano debbono essere funzionali a questo con l'autorevolezza, la rappresentatività e il consenso di cui sono portatrici».
Nasce da queste considerazioni la decisione di proporsi nella competizione per le Regionali: «La Val di Cornia e l’isola d’Elba affrontano anni decisivi – dice Anselmi – e serve il contributo di tutti, nella comunità politica e nella società diffusa. Nel rispetto delle regole e dei meccanismi che il Pd saprà darsi per assicurare una rappresentanza forte a questo territorio, io non mi sento di rinunciare a dare il mio. Mi metto a disposizione del Pd e della nostra comunità con quello che sono e conosco, le competenze che ho avuto il privilegio di sviluppare anche lavorando con il presidente Enrico Rossi, l’energia e la passione che ancora sento di avere. Mi auguro che questa disponibilità personale sia utile a qualificare i metodi e le procedure di selezione delle nostre candidature nel senso più aperto e trasparente possibile, e soprattutto – conclude – che questo dia forza, spinta innovativa, apertura e capacità di attrazione alla proposta politica del Pd all’Elba e nell’intera Val di Cornia».
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