Sicurezza
Oltre duemila rapaci avvistati nei cieli dell’Elba
Il risultato dell’attività del campo organizzato dal Centro ornitologico toscano Rilevati falchi di palude, pecchiaioli, tanti sparvieri e anche le rare cicogne nere
RIO ELBA. Più di 1000 falchi di palude e oltre 600 falchi pecchiaioli, poi falchi pescatori, rare cicogne nere e tantissimi sparvieri: sono stati oltre 2.000 i rapaci, appartenenti a 13 specie diverse, avvistati questo mese, nel loro viaggio migratorio verso l’Africa, nei cieli dell’Elba. È questo il risultato degno di nota del monitoraggio, durato una ventina di giorni, è stato effettuato dal Campo rapaci sul monte Serra, nel comune di Rio nell’Elba, organizzato dal Centro ornitologico toscano con la collaborazione del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano.
Sono stati una trentina i rilevatori impegnati nell’iniziativa, promossa da 9 anni, e che quest’anno, si spiega, ha portato anche a ricerche attive via mare, mirate ad accrescere la conoscenza sulle popolazioni di rapaci locali, quali poiane, bianconi e i rari falchi della regina. I rilevatori si sono alternati, nei venti giorni di monitoraggio, sul punto di osservazione del monte Serra, scendendo su postazioni mobili a quote inferiori in questi ultimi giorni di grande foschia.
Il Campo rapaci ha, infine, organizzato, in collaborazione con la Casa del Parco di Rio nell’Elba, quattro conferenze pubbliche al quale hanno assistito, ogni volta, decine di persone.
«La migrazione di questi uccelli – si spiega dal Parco dell'Arcipelago –, che sulle nostre isole inizia alla fine di agosto, durerà per tutto il mese di ottobre. La loro prima meta, dopo l'Arcipelago, è, evidentemente, la Corsica, dalla quale poi raggiungeranno la Sardegna e, con un ultimo salto sopra il mare, i quartieri di svernamento africani».
«Basta un po’ di attenzione – fa sapere Giorgio Paesani, responsabile per il Centro ornitologico toscano e del Campo rapaci 2014 – serve pazienza e un buon binocolo per godere di questo spettacolo, magari facendo una escursione o fermandosi sulle vette più alte e panoramiche delle nostre isole».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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