Gioco
Dura polemica della minoranza sui costi delle convenzioni
MONTEVERDI. «Abbiamo scritto al prefetto, se non interviene andremo alla sezione di controllo della Corte dei conti, a Firenze. E se necessario alla Procura della Repubblica. Nulla di personale nei...
MONTEVERDI. «Abbiamo scritto al prefetto, se non interviene andremo alla sezione di controllo della Corte dei conti, a Firenze. E se necessario alla Procura della Repubblica. Nulla di personale nei confronti del sindaco, della maggioranza e men che meno dei dipendenti. Ma, documenti alla mano, occorre fare chiarezza su molte situazioni della vita del nostro Comune… C’è polvere sotto il tappeto, noi siamo disposti a collaborare per rimuoverla, nel rispetto della legge».
È questa la sintesi di una conferenza-stampa che la minoranza consiliare di centrodestra ha tenuto nella sede da poco aperta in centro storico, una stanza con unico elemento di arredo il simbolo della lista “Popolo libero”. Presenti il capogruppo Nevio Venturi e il consigliere Matteo Di Bello. Cosa hanno scritto al prefetto?
Di vari argomenti e in particolare di nove interrogazioni al sindaco senza risposta. Le interrogazioni riguardano tra l’altro le convenzioni del Castelluccio (il villaggio turistico-residenziale) e delle Querciolaie (l’area attorno alla villa omonima) dove, secondo la minoranza, non sono state ancora realizzate tutte le opere previste e a carico dei concessionari delle licenze.
Riguardano le presunte residenze elusive, sempre al Castelluccio, l’applicazione della Tosap e altro ancora. «Perché non rispondono alle nostre interrogazioni – si è chiesto il consigliere Di Bello – perché farci venire dei dubbi?». Afferma Venturi: «L’Asa ha speso 300mila euro per l’acquedotto del Lodano e c’è gente ancora senza acqua. Ho scritto al presidente, il progetto prosegue? Nessuna risposta… E che dire del Comune che ha incassato 900mila con le convenzioni e li ha spesi in opere diverse?».
L’Asa nel mirino dell’opposizione anche per altre situazioni, una – facilmente verificabile – è di aver lasciato tubi e cavi elettrici scoperti nel realizzare il collegamento tra un nuovo pozzo e il deposito lungo la strada del Vetriceto. Il “cahier de doléances” di Popolo libero contiene pure numerosi argomenti “caldi”(perché toccano persone con nome e cognome, “ma, affermano, non vogliamo far male a nessuno”).
Non poteva mancare la polemica sul Parco Eolico non fatto: c’è in ballo un prestito dell’Enel di 1,6-1,8 milioni di euro, che impegna l’amministrazione in un confronto con i vertici dell’ente elettrico per trovare una via d’uscita “soft”. Conclusione della minoranza: «Sistema che va cambiato. Occorre coinvolgere i cittadini, fare le cose in modo trasparente». (g.p.)
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