Il Tirreno

Due morti nell’aereo caduto in una vigna

di Luca Centini
Due morti nell’aereo caduto in una vigna

L’incidente terribile dopo la manovra di “touch and go” alla Pila. Vittime un istruttore e un allievo di una scuola di volo

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CAMPO NELL’ELBA. I resti dell’aereo sono in mezzo a una vigna abbandonata, a poche centinaia di metri dalle case e dal distributore di benzina della Pila. Intorno solo lamiere, sangue e tanto dolore. Dentro l’abitacolo giacciono i corpi di due uomini, l’istruttore di volo Silvio Mecucci di 43 anni, di Caprarola in provincia di Viterbo, e il suo allievo Giuseppe Sodano, 37 anni originario di Caserta e residente a Roma. Sono partiti dall’aeroporto di Roma Urbe a bordo del piccolo aereo Diamond Dv20 marca Oeadh.

Sono le 17, giusto il tempo di scendere verso l’Elba ed effettuare una manovra di “touch and go”, una sorta di atterraggio con decollo immediato, all’aeroporto della Pila. Ma, subito dopo aver ripreso quota, i due si rendono conto che qualcosa non va. Durante l’atterraggio l’elica del motore, secondo quanto ricostruito, subisce un danno. Quando l’istruttore se ne accorge tenta una virata per tornare sulla pista dell’aeroporto, ma il motore non regge, perde potenza. L’aereo va in stallo e perde quota in modo repentino: va a schiantarsi in campagna, in un vigneto abbandonato a poche centinaia di metri da alcune case. L’impatto è tremendo e provoca la morte di entrambe le persone a bordo. «Ho sentito il motore che si spegneva, poi l’aereo è caduto a picco», ci racconta una signora, residente in una casa sulla collina di Santa Lucia. L’allarme, diramato dall’aeroporto della Pila, scatta in modo immediato. Sul posto arrivano le forze dell’ordine, i vigili del fuoco di Portoferraio e le ambulanze del 118. I soccorritori si addentrano in aperta campagna, con la speranza di trovare i due ancora vivi. Ma, purtroppo, non c’è niente da fare. Troppo violento l’impatto del velivolo non il terreno. Giuseppe Sodano e l’istruttore Silvio Mecucci sono ancora incastrati e con le cinture allacciate nell’abitacolo del monomotore. I carabinieri delimitano l’area dell’incidente e avviano le operazioni che porteranno a liberare i corpi dei due. Sul posto, nel giro di una manciata di minuti, arrivano tanti curiosi. La tragedia consumata tra le vigne di Santa Lucia lascia tutti senza parole. Ai campesi le immagini ricordano i drammi del 2006 e del 2007, quando persero la vita rispettivamente cinque e quattro turisti stranieri.

Le operazioni di soccorso si dimostrano fin da subito complicate, vista l’impervietà dell’area e il tratto in pendenza su cui si trova la carcassa dell’aeromobile. In serata il pm Marrara, che coordina le indagini condotte dai carabinieri e della polizia di stato, dà il via libera alla rimozione del corpo dopo la constatazione del decesso da parte del medico legale. Le salme vengono liberate dalle lamiere grazie all’intervento dei vigili del fuoco, della protezione civile e di un escavatore che crea un passaggio tra la vegetazione per permettere l’accesso del mezzo dell’impresa funebre Posini. La carcassa del monomotore, invece, resta sul luogo dello schianto per tutta la notte. L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV), in serata, informa con una nota l’apertura di un’inchiesta di sicurezza sull’incidente. Oggi un investigatore dell’agenzia sarà a Marina di Campo per compiere un primo sopralluogo operativo e raccogliere le evidenze della tragedia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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