Il Tirreno

Ambiente, nasce l’Osservatorio 50 Km

Ambiente, nasce l’Osservatorio 50 Km

il gruppo «No alla centrale a carbone» cambia nome, punta a monitorare e discutere le prossime scelte

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PIOMBINO. Nasce «Osservatorio 50 Km». Il nucleo c’è ed è formato da persone accomunate dall'interesse e la preoccupazione per i temi ambientali. Qualche mese fa, allarmati per l’ipotesi della centrale a carbone, avevano dato vita alla pagina facebook "No alla centrale a carbone a Piombino" che nel giro di pochi giorni ha raccolto più di 1700 adesioni. Lo scopo, avevano sottolineato, non era, e non è, quello di pronunciare un "no" infondato, ideologico e aprioristico: piuttosto condividere informazioni e aprire un dibattito serio fra i cittadini. Per questo, il nome è cambiato in osservatorio, perchè vuol monitorare, analizzare e discutere le scelte che verranno compiute, non solo in caso di eventuale centrale, «50 Km, perché studi aggiornati dimostrano che gli effetti inquinanti di una centrale a carbone riguardano un'area di almeno quel raggio.

Il gruppo ha un sito web (http://osservatorio50km.wordpress.com/) e si propone di organizzare occasioni di confronto, sensibilizzazione, eventualmente protesta. I suoi potenziali interlocutori sono forze politiche, istituzionali e produttive che "dettano la linea" economica, occupazionale e ambientale nel territorio. «I cittadini scelgano un ruolo da protagonisti. Siamo a disposizione, ognuno con le proprie competenze, per fare rete e garantire una discussione pubblica e aperta». L’Osservatorio 50 Km punta su un dibattito pluralista ma ancorato a dati reali, teme paure contrapposte. «Mai come ora - prosegue - dovremmo essere uniti per chiedere a gran voce un futuro di lavoro e salute. La crisi non deve essere subìta ma diventare l'occasione per una svolta: un'economia sostenibile, aperta, diversificata che dia spazio a siderurgia, agricoltura e turismo deve essere l'obiettivo. Senza scorciatoie, senza ricatti. Per ripartire, insieme, con una nuova speranza e un'autentica fiducia nel futuro». I primi sostenitori sono Lorenza Boninu, (insegnante); Roberto Bragiola (operaio Lucchini); Letizia Braschi (insegnante), Alessio Demi, (medico anestesista) Davide Leonelli (impiegato Arcelor Mittal; Elena Lombardi (grafico), Giuseppe Lombardi, (operaio Lucchini Servizi), Maria Marcacci, (volontaria associazione Poggetto Cotone Gruppo 2000), Marco Melillo, (impiegato) , Luisa Merlini, (volontaria gruppo LaicitaeDiritti), Eugenio Redolfi Riva, (ingegnere biomedico), Gino Scateni, (ingegnere meccanico).

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