Il Tirreno

Concordia, stop al progetto di demolizione

Concordia, stop al progetto di demolizione

L’Amiu di Genova non ha spazio per il materiale non riciclabile. E un comitato boccia l’ampliamento del cantiere

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PIOMBINO. Se la Concordia per i piombinesi è ormai un ricordo appannato, finito nell’album delle opportunità perdute, lo smantellamento a Genova, la soluzione finale, sta incontrando serie difficoltà.

Due i problemi: il primo il rifiuto dell’Amiu (l’Azienda multiservizi e d’igiene urbana) a riceve il materiale non riciclabile rimosso nella cosiddetta fase di “alleggerimento” della nave – non ancora avviata con varie giustificazioni – il secondo la costituzione di un comitato di cittadini che ha protestato col sindaco Marco Doria, rispetto all’ipotesi di allargamento del cantiere che si dovrà occupare dello smaltimento della nave vicino al porto antico, quindi praticamente in città, vicino all’acquario.

Rispetto alla prima questione, cioè l’accoglimento del materiale non riciclabile, l’Amiu ha comunicato ufficialmente di non essere disponibile, perché la discarica di Scarpino non ha lo spazio sufficiente. Annuncio contenuto in una lettera inviata al consorzio “San Giorgio-Saipem”, proprietario del relitto, in cui la municipalizzata spiega, rispetto alla richiesta del concorzio, «che non abbiamo i volumi a disposizione, abbiamo esaurito gli spazi della vecchia Autorizzazione integrata ambientale, così in ciò che ci rimane a disposizione siamo costretti a smaltire i rifiuti della città di Genova».

Un problema serio che mette in discussione il cuore del progetto, visto che ovviamente l’alleggerimento è fondamentale per poi poter trasferire in cantiere il relitto.

Fulvio Murzi, amministratore unico di Asiu, una delle società della cordata che si è vista bocciare dalla Costa il progetto per lo smantellamento del relitto, si limita ad osservare di aver «segnalato a tempo debito che nessuna verifica era stata fatta rispetto alla capacità di Genova di accogliere il materiale non riciclabile».

Ma anche il tema dello smantellamento sta incontrando delle complicazioni, in questo caso impreviste. Un comitato di cittadini residenti nella zona del porto antico contesta infatti il progetto di ampliamento del cantiere per le riparazioni navali, legato ai lavori per demolire la Concordia. Il comitato è preoccupato per il possibile inquinamento che quella lavorazione comporterebbe e nei giorni scorsi ha incontrato il sindaco Doria, il quale ha promesso la massima attenzione nella valutazione delle richieste di allargamento del cantiere. (cloz)

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