Sicurezza
Lo “spot” in lingua russa girato dentro alla Coop
PIOMBINO. Piombino è abituata a vestire i panni di set cinematografico, ma di solito macchine da presa, ciak e operatori usano come location un paesaggio marino o uno scorcio del centro storico. Ha...
PIOMBINO. Piombino è abituata a vestire i panni di set cinematografico, ma di solito macchine da presa, ciak e operatori usano come location un paesaggio marino o uno scorcio del centro storico. Ha particolarmente incuriosito perciò ieri mattina il set apparso e allestito di tutto punto all’ingresso della Coop di via Gori. Un tavolo vicino alla porta lato libreria e il grosso, ovvero un gazebo, luci e riflettori, e macchina da presa proprio davanti all’ingresso principale. La troupe, una casa di produzione milanese, cerca di tenere a bada curiosi e clienti indirizzandoli verso la seconda entrata. Parlando con il responsabile veniamo a sapere che si sta girando uno spot per la televisione russa. Di cosa si tratta? La produzione non si sbilancia, limitandosi a riferire di un prodotto alimentare; la notizia non stupisce visto il contesto, ma non riusciamo a sapere di più. Almeno non da loro; perché in realtà qualche voce trapela: protagonista dello spot dovrebbe essere una maionese. Sulla marca però non ci sono certezze. Tornando alla troupe ci fanno sapere che resteranno davanti alla Coop per buona parte anche del pomeriggio, dopo essere stati il giorno precedente sulla spiaggia di Baratti per alcune inquadrature nell’ambito del magnifico golfo piombinese. Lo spot, che conta anche alcune scene girate a Milano, considera quindi pure la Coop. Nonostante il riserbo sulla “trama”, diamo un’occhiata all’interno del punto commerciale. La macchina da presa riprende una scena sulle scale dove si muovono circa una decina di bambini: in gonnella, camicia e cravattino rosso e bianco le femmine, in pantaloni e maglioncino grigio i maschi. Tutti ragazzini di Piombino. «Per quanto mi riguarda è stata un’altra mamma a scuola che me ne ha parlato – racconta una donna – Cercavano bambini dagli 8 agli 11 anni. Si doveva portare una foto presso un’attività commerciale del centro che raccoglieva le candidature e aspettare di venire chiamati o meno». Sua figlia l’hanno chiamata, ma chissà se la vedrà mai sullo schermo, a meno di non trovare qualche canale russo sul satellite.
Francesca Lenzi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
