Attenzione
Dipendenti ancora beffati interviene anche la polizia
PIOMBINO. «I miei figli da quattro giorni vanno a scuola senza i libri, mi vergogno. Ma soprattutto non so come faremo a mangiare»: c’è la disperazione negli occhi dei dipendenti della 3Emme, l’aziend...
PIOMBINO. «I miei figli da quattro giorni vanno a scuola senza i libri, mi vergogno. Ma soprattutto non so come faremo a mangiare»: c’è la disperazione negli occhi dei dipendenti della 3Emme, l’azienda che aveva un appalto alla Lucchini. L’ultima volta che hanno riscosso è stato a maggio, poi più nulla. E anche i soldi della cassa integrazione non arrivano.
La ditta aveva promesso che ieri avrebbe pagato qualcosa. Ma quando i dipendenti, una settantina, sono arrivati davanti ai cancelli della Lucchini hanno saputo che le buste paga sarebbero state ancora una volta vuote. O, al massimo, con qualche centinaio di euro “prelevato” dal loro tfr, quindi soldi già loro. Così ci sono stati momenti di tensione, sul posto è arrivata anche la polizia. Qualcuno ha alzato la voce, c’è stato qualche spintone. Ma la disperazione porta a questo, quando non riesci a dar da mangiare ai figli, ci sta che la voce si alzi.
Poi i dipendenti sono venuti in redazione, ancora una volta, a denunciare la drammatica situazione che stanno vivendo: «Qualcuno deve intervenire sull’azienda – ci hanno detto –, questi continuano a non mantenere le promesse. Ogni volta ci rinviano di un mese, anche stavolta è andata così. Dicono di non avere i soldi. E noi cosa dobbiamo dire? Sono tre mesi che non prendiamo niente, anche i risparmi sono finiti. C’è chi chiede prestiti per andare avanti in qualche modo. È anche un problema di dignità e di rabbia. Se poi qualcuno alza i toni, non possiamo che comprenderlo».
Anche la cassa integrazione, bloccata all’Inps dall’inadempienza dell’azienda, ancora non si è sbloccata. Pare, ma il condizionale è d’obbligo, che possa arrivar a metà di ottobre. «Non sappiamo come arrivarci – dicono i dipendenti –, qualcuno intervenga. Quanto prima». (g.f.)
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