Il dolore
«Poste in ginocchio nell’isola dimenticata»
Rosaria Stefani (Cisl): l’organico negli uffici elbani è inadeguato. E i servizi ne risentono
PORTOFERRAIO. Drammatica. Così definisce la situazione degli uffici postali elbani Rosaria Stefani, segretaria provinciale per la Cisl dei dipendenti postelegrafonici.
«Fra i meno peggio – esordisce – si trova Portoferraio in via Manganaro. Ma se si considera che la città era servita da ben tre punti Posta, poi passati e ridotto a uno solo, con conseguente contrazione di personale, le difficoltà sono facilmente comprensibili».
Se si esce da Portoferraio il quadro è ancor più scoraggiante. «Per un momento non pensiamo in termini di posti di lavoro e di occupazione – continua la segretaria provinciale della Cisl – ma affrontiamo il discorso dal punto di vista dei servizi. L’utente che si rivolge a noi che impressione ne ricava? Il servizio offerto dalle Poste all’Elba può ritenersi paragonabile con quello di un altro qualsiasi centro del continente? Se la risposta è negativa mi vengono da pensare che le strategie attuate sono molto pericolose per lo sviluppo stesso delle Poste all’Elba».
Le note dolenti arrivano proprio dall’esame dell’organigramma del personale attualmente impiegato sull’isola. «E’ scarso in considerazione della domanda – puntualizza Rosaria Stefani – Ridotti all’osso sono i nostri uffici di Campo nell’Elba e di Capoliveri che si trova senza operatori allo sportello laddove sarebbe stata prevista l’operatività di tre o quattro sportellisti e un direttore. A Capoliveri l’ufficio funziona con il solo direttore».
Ma vediamo il quadro completo. A Marciana, l’ufficio è aperto solo per tre giorni alla settimana. Nel versante orientale l’andamento non è differente. In evidente affanno è Rio Marina dove opera solo il direttore. A Cavo, che è la frazione turistica più importante di questo comune lo sportello si apre una settimana con un operatore, un’altra con un altro dipendente e così via. Rio nell’Elba invece è l’unico ufficio che è piuttosto tranquillo, dato che funziona con il suo titolare. «È questo il risultato della politica dei tagli e della chiusura degli uffici – dice sempre Stefani – Ma il sindacato non ci sta. Lotteremo per non far diventare l’Elba un territorio dimenticato. Per questo è in atto, fino al 4 ottobre, uno sciopero del personale che non darà la disponibilità per le prestazioni aggiuntive (straordinario e conta ore); come pure i portalettere non copriranno più le zone di altri colleghi quando questi sono in ferie o in permesso. Auspichiamo un incontro costruttivo – conclude – dove si possano trovare soluzioni».
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