Le moto, la prima moglie, il biologico
L’imprenditore ha un grande feeling con l’Italia: «Ma una delle mie gambe resta in Giappone»
SUVERETO. «L'Italia mi piace molto. I giapponesi sono gentili ma un po' freddi, riservati. Gli italiani, invece, sono più aperti, calorosi. Ho un feeling con l'Italia, però non dimentico una gamba in Giappone».
Così Hideyuki Miyakawa parla del popolo che lo ha cullato e di quello che poi lo accolto.
Nato a Maebashi nel 1937, Hideyuki, nel 1957 progetta il giro del mondo in motocicletta. Dopo aver attraversato 49 province giapponesi, India e Pakistan, nel 1960 giunge a Roma, proprio durante le Olimpiadi, e se ne innamora, rimanendo catturato dalle bellezze della città eterna.
A Torino, al salone dell'automobile, incontra due figure fondamentali per la sua vita: la moglie Marisa Bassano e l'amico Giorgetto Giugiaro, con cui intraprende un solido e proficuo rapporto di lavoro legando così, attraverso la società Italdesign, Italia e Giappone nel campo automobilistico.
Con Marisa, sposata nel 1962, inizia un amore intenso e progetti guidati da una forte fede cristiana. La coppia italo-giapponese crea una famiglia internazionale: ai quattro figli naturali si aggiungono, tramite adozione, altri tre fratelli.
Negli anni i coniugi Miyakawa si avvicinano all'Africa e sostengono l'adozione di oltre 200 bambini.
Nel 1983, dalla volontà di quattro nuclei familiari, tra cui i Miyakawa, nasce a Suvereto, l'azienda agricola Bulichella. La volontà comune è quella di iniziare, nel rispetto della natura e dell'ambiente, una produzione biologica, non diffusa in quegli anni.
Nel 1999 la famiglia Miyakawa, rileva tutte le quote della comune agricola e diventa unica proprietaria della Bulichella.
Nel 2003, Marisa viene improvvisamente a mancare. Ma Hideyuki sceglie di portare comunque avanti il sogno che insieme hanno condiviso per lungo tempo.
La Bulichella, che è anche agriturismo, si estende su 36 ettari di terra. Qui si producono vini Doc, olio d'oliva, confetture e il concentrato vegetale Settegusti.
Oggi Hideyuki, insieme ai figli, alla seconda moglie Yoko e ai suoi preziosi collaboratori (Stefano, laura, Paola, Alessandro, Ali, Lucia, Roberta, Mirko, Hussein, Serpyl, Elisabetta) prosegue, anche nel nome di Marisa, l'avventura di un'agricoltura rigorosamente biologica.
(f.b.)
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