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Giovane pizzaiolo trovato morto in casa

Giovane pizzaiolo trovato morto in casa

Si ipotizza un infarto ma la madre vuole vederci chiaro e chiede che venga fatta l’autopsia. L’ultimo post su Facebook

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PIOMBINO. «Tanta invidia, tanta malignità a che serve? Basta un attimo e non ci sei più. Ecco cos’è la vita». E' stato il suo ultimo link postato sulla propria bacheca Facebook lunedì mattina alle 10,55. La sera dopo è stato trovato in casa, ormai senza vita.

Aveva 35 anni Francesco Leggieri, “Igui” il soprannome che si portava dietro sin dall’adolescenza e con il quale era conosciuto anche sul popolare social network.

A stabilire cosa lo abbia ucciso sarà l’autopsia chiesta dalla madre, Aura Mettini. Richiesta accolta dal magistrato di turno, il sostituto procuratore Arianna Ciavattini.

Leggieri lavorava da tanti anni al Porticciolo, la pizzeria in via Cavour. Ed era conosciutissimo. Lunedì aveva terminato il servizio e, salutati tutti, era tornato a casa. Abitava da solo in via Edmondo De Amicis.

Da allora pare che nessuno lo abbia più visto né sentito. Martedì alle 18 era atteso al lavoro, ma non si è presentato. Una cosa molto strana, visto che era sempre puntualissimo. Il titolare lo ha chiamato al cellulare, più volte, ma inutilmente. E dopo un po’ ha cominciato a preoccuparsi. E’ stato rintracciato il proprietario dell’appartamento, che abita lì vicino e che aveva una copia delle chiavi. Così alle 20,30 gli amici sono entrati in casa di Leggieri. Ma lo hanno trovato già morto. Da alcune ore, come ha stabilito un primo esame del medico. Sul posto una volante della polizia mentre nel frattempo sono stati avvertiti i genitori.

Francesco è stato trovato a letto. Sul corpo, nessun segno particolare che potesse far pensare a qualcosa di violento o di autoindotto. Morte da infarto è stata la prima causa ipotizzata dal medico legale, il dottor Massimo Rugi, che ha eseguito un esame esterno e constatato il decesso.

Non risulta che il giovane soffrisse di qualche patologia. La polizia ha perquisito l’appartamento ma non è stato trovato nulla di strano. L’attenzione di molti si è poi concentrata su quel post di Facebook, su quelle parole che sembravano preannunciare quel che poi è successo. E la notizia si è sparsa in città, ma anche sul web, destando cordoglio e sgomento.

La salma in un primo momento è stata portata all’obitorio del cimitero. Su richiesta della madre, come dicevamo, la Procura ha autorizzato un riscontro diagnostico. L’esame verrà eseguito a Livorno, nei locali del servizio di anatomia patologica dell’Asl, dove ieri mattina è avvenuto il trasferimento del corpo.(a.d.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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