Il Tirreno

Briciola non si trova da tre settimane e la piazza si mobilita

di Cecilia Cecchi
Briciola non si trova da tre settimane e la piazza si mobilita

Residenti e commercianti lo stanno cercando ovunque «Il gatto sarebbe morto se Enpa non lo avesse curato»

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PIOMBINO. Anche trovare il “posto” ideale può non bastare. Sembra il destino del gatto Briciola (storia definita da film dagli amici) che finalmente si era accasato un po’ da tutti residenti e commercianti della piazza di Sant’Antimo e dintorni. All’improvviso è scomparso.

«Tre settimane che pesano. Di Briciola non si sa più nulla , siamo preoccupati» è una riunione di famiglia l’incontro di via XX Settembre 4 (laboratorio del marmista del centro storico Milco Tonin, con lui moglie e suocera). Ci sono tutti: il sacrestano, Michele Ginanneschi abituato a tenere Briciola con sè in concattedrale e in stamperia, la panaia Antonella Portici (la preferita per la colazione di metà mattina, “.. pezzettino di mortadella” sorride), Marco Marchi (“quand’è freddo si presenta alle 18,30 e vuole uscire alle 6” ricorda) e Carlo Olmo, per l’ospitalità pomeridiana o serale. «Briciola era già sparito dal Castello anni fa, per poi “riapparire” ai Diaccioni, come se volesse tornarci da solo! – dice Olmo, presidente Enpa – Si è trovato questa soluzione da sé in piazza, perché non accetta di star chiuso. Da molti anni è seguito dalle volontarie del gattile del Castello, Enpa si è fatta carico delle cure altrimenti sarebbe morto».

Primo a dare l’allarme della scomparsa sul web Michele Ginanneschi, preoccupatissimo: «Ci sono buone probabilità che ce lo abbiamo portato via e che sia in zona Diaccioni – ricorda – Il gatto è castrato e, a causa del pregresso investimento e della relativa operazione, è a volte lievemente zoppo e ha la bocca un po’ dissimmetrica. Per questo è stato affidato al gattile del Castello, qui deve tornare». Tutti, in laboratorio, a raccontare episodi della vita di questo felino, indimenticabile, grande amico degli alunni dei Diaccioni. Briciola, tigrato, ormai di una diecina d’anni, maschio, castrato e abbandonato intorno al 2007. Subito, ai Diaccioni, una prima “adozione” degli abitanti, ma soprattutto l’affetto dei bambini delle elementari. Dal 2010 ospite al Castello perché, dopo essere stato investito e operato, aveva bisogno di cure costanti.

La sua vicenda ha regalato, a volontari e città, uno scenario particolare nel rapporto uomo-animale. Di Briciola si parla (e si scrive molto) ma sempre senza richieste d'adozione. E quando anche uno degli amici più cari del gatto, il parroco don Andrea Garbellotto - che spesso nelle serate più tetre lo accoglieva in canonica - viene trasferito dai Diaccioni a Massa Marittima, l’obiettivo diventa abituarlo e a restare al Castello. «Di solito – ricordano le signore che curano la colonia – i gatti che vivono qui sono stati abbandonati. Briciola ha continuato a ricevere visite di genitori e bambini che lo hanno conosciuto a scuola e lui apprezza. Così sarebbe stato poi è stato anche davanti a Sant’Antimo e Briciola ha sempre gradito complimenti...».

Un’avventura comunque senza fine. Perché pur con uscite e rientri regolari, nel settembre 2011 sparisce. Timori, preoccupazioni, dopo giorni viene riacciuffato – guarda caso – alle elementari dei Diaccioni e riportato al gattile. Siamo all’oggi, 2014.

Finalmente Briciola è seguito a distanza dalle volontarie Enpa senza patemi quando manca all’appello. Perché ha trovato il suo posto accanto (o meglio seguendo) Michele Ginanneschi sacrestano-organista della parrocchia di Sant'Antimo. Michele cammina scalzo da tempo e non vuol dire perché, ma a Briciola non interessa; ha giornate tipo dove fa visita al marmista Milco (a riposare sulla scrivania o sul camioncino), c’è la merenda dalla panaia Antonella, il pisolo a casa di Marco o Carlo.

«Esige una sedia tutta sua davanti al laboratorio quando ci vede qui insieme...» spiega Milco. Sempre, dopo un po’ di coccole e carezze, torna in chiesa da e con Michele, a “casa” sua. Amicizia speciale raccontata dalle foto di Pierluigi Galassi, che si possono vedere anche in chiesa (i due molto fotografati anche dai turisti durante l'estate). Poi all’improvviso più nulla.

«L'ultima domenica d’agosto mentre sto servendo una famiglia Briciola arriva...– conferma Antonella – Il bambino grida “... è mio, avevi detto che era morto!”. Ho cercato di dissuaderlo, ma la sera il gatto è sparito…».

Si va al di là dal voler sapere se il gatto sta bene. «Briciola rapito! Comportamento inaccettabile – conclude Carlo Olmo – Continueremo a cercarlo ovunque».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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