Finanza
Secondo giorno da ammessi con riserva
La dirigente dell’Isis Foresi fa il punto dopo le polemiche: «Lavoriamo a una soluzione, ma le istituzioni sono mancate»
PORTOFERRAIO. Secondo giorno da ammessi con riserva per i tre alunni dell’Ipsia Brignetti. Dopo un primo giorno di scuola turbolento i ragazzi hanno frequentato regolarmente le lezioni. «Stiamo lavorando per poter trovare una soluzione nel rispetto delle regole», ci ha detto il dirigente scolastico Gabriella Raimo che poi ha ripetuto il concetto nel corso della conferenza zonale con l’assessore regionale Emmanuele Bobbio.
Da giorni la scuola è al centro delle polemiche. Gli alunni non sono stati accettati ufficialmente, almeno per ora, alla prima classe articolata (enogastronomico e manutenzione e assistenza tecnica) perché ripetenti e con sedici anni compiuti. Questo perché il Brignetti non dispone di un’aula idonea per ospitare più di trenta persone (tra alunni e docenti). Il dirigente scolastico, alla luce di quanto emerso in questi giorni, vuole ricostruire la vicenda, parlando a nome dell’istituzione scolastica. «Il problema si è creato – racconta – perché le classi vengono autorizzate sulla base delle iscrizioni (a febbraio ve ne erano 11 per l’alberghiero e 4 per il Mat), a cui si aggiunge un numero di iscritti calcolato su base statistica, considerando altre iscrizioni, alunni che ripetono l’anno e trasferiti da altri istituti. Da qui è nata l’esigenza di creare una classe articolata, dal momento che non c’erano i numeri per chiedere due classi. Poi le iscrizioni sono state più numerose del previsto, oltre le trenta unità».
In una situazione normale non ci sarebbero problemi particolari, basterebbe trovare un’aula adeguata per più di trenta persone. Ma siamo all’Elba. E siamo al Brignetti, dove la scorsa estate il primo piano intero è stato dichiarato inagibile per il cedimento del tetto. Proprio al primo piano ci sarebbe un’aula adeguata per la classe articolata, compresi gli alunni esclusi. «Ma non sappiamo quando e se quell’aula sarà utilizzabile – spiega il dirigente scolastico Gabriella Raimo – nel frattempo dovevamo prendere una decisione. La composizione delle aule deve tener conto del coefficiente di 1,96 alunni per metro quadrato. Così il collegio docenti, recependo i criteri stabiliti dal consiglio di istituto dello scorso febbraio, si è trovato costretto a stilare una graduatoria. È stata data la precedenza agli alunni con età compresa nella scuola dell’obbligo». Ma la protesta dei ragazzi ripetenti e con sedici anni compiuti e dei loro genitori è stata immediata. Le famiglie hanno criticato duramente la scuola, per l’assenza di una comunicazione ufficiale dell’esclusione. «I criteri del consiglio di istituto sono pubblici, alle famiglie che volevano iscrivere il figlio con sedici anni compiuti abbiamo detto che sarebbe stato ammesso con riserva – afferma Raimo – in ogni caso ci sono dieci giorni di tempo per dare comunicazione scritta alle famiglie, a partire dal giorno dal provvedimento del collegio docenti». Ciò non toglie che le famiglie abbiano saputo solo a settembre inoltrato della mancata inclusione del figlio alla prima classe articolata, senza avere il tempo di iscrivere i ragazzi altrove.
Fatto sta che in queste, come conferma la dirigente, si stanno creando le condizioni per una soluzione del problema. La scuola conta infatti di poter sfruttare una sorta di mobilità interna alla classe, dal momento che già due alunni non intenderebbero frequentare l’anno. A quel punto i ragazzi esclusi sarebbero ammessi, partendo dal più giovane, a meno che gli uffici competenti non intervengano, incidendo sui criteri di ammissione e accogliendo tutti gli studenti in modo “regolare”.
Ma non c’era modo di evitare tutto questo, anticipando la ricerca di una soluzione e attivando prima le istituzioni e gli uffici competenti? La dirigente scolastica ricostruisce quanto compiuto dalla scuola. «Ci siamo mossi tramite i canali ufficiali che competono a una scuola – racconta il dirigente – a luglio ci è stata data la notizia dell’inagibilità del primo piano, tutti gli amministratori comunali sono stati informati della situazione nella conferenza zonale del 18 luglio, così come sono stati informati dei problemi che riguardano il Foresi. Ci sono stati promessi lavori in somma urgenza per il rifacimento del tetto che spettano alla Provincia, ma i giorni sono passati è non è stato fatto nulla. Ad agosto ho scritto una lettera al Prefetto per sollecitare una soluzione. Sinceramente sono molto amareggiata per il comportamento tenuto dagli enti comunali e sovracomunali».
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