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Lucchini: Jindal dice sì al forno elettrico
Nardi conferma ai sindacati la volontà di Jsw di realizzare un impianto alimentato dal preridotto con circa 500 lavoratori
PIOMBINO. Un forno elettrico con capacità produttiva di 500-600mila tonnellate da realizzare in Padule, in grado di occupare 300 addetti, mentre altri 200 lavoratori sarebbero impiegati nell’impianto di preriduzione per la produzione della ghisa senza l'utilizzo del coke: è questo l’impegno preso da Sajjan Jindal nell’offerta vincolante migliorativa presentata nei giorni scorsi al commissario straordinario Piero Nardi. Un impegno che dovrà essere tradotto nel piano industriale da presentare entro la fine dell’anno, sulla cui solidità incide il recente incontro del presidente della Jsw con Matteo Renzi e col governatore Enrico Rossi.
E’ stato lo stesso commissario straordinario Piero Nardi a illustrare i principali contenuti dell’offerta in un incontro che si è svolto ieri pomeriggio con i sindacati metalmeccanici.
La realizzazione del forno elettrico, secondo il progetto di Jindal, sarà peraltro condizionata dal tema dell’approvvigionamento del gas in grandi quantità e a prezzi competitivi, e più in generale a quello dell’energia, tale da porre in tempi brevi al centro della discussione con gli enti locali la questione della realizzazione di una centrale.
Intanto comunque il commissario ha annunciato che ai primi di ottobre consegnerà la sua relazione al Comitato di sorveglianza, prima del via libero definitivo da parte del ministero dello Sviluppo economico, con la firma di un preliminare di vendita ipotizzato per la metà di ottobre. Con i tempi tecnici previsti, 90 giorni, l’arrivo di Jindal è atteso in febbraio.
Si chiariscono inoltre altri elementi importanti dell’offerta: dal punto di vista occupazionale la previsione della Jsw è di 750 lavoratori nei laminatoi e negli impianti portuali, con l’obiettivo di realizzare circa un milione di tonnellate all’anno. I blumi per le rotaie arriverranno direttamente dall’India, e sarà materiale certificato di prima qualità.
Chiaro come il tema occupazionale sarà al centro del confronto con i sindacati, che Fim, Fiom e Uilm vogliono aprire il prima possibile, col naturale obiettivo di ampliare il numero dei lavoratori riassunti. Sul prezzo di acquisto nessuna dichiarazione ufficiale, ma la dichiarazione di Sajjan Jindal a Mumbai, a margine di un evento, secondo cui avrebbe pagato Lucchini «meno di 100 milioni di dollari», ossia circa 75 milioni di euro, ieri è stata incassata come una battuta, perché se il prezzo di vendita resta imprecisato è convinzione comune che sia molto più basso di quella cifra.
Dal punto di vista industriale, il progetto della Jsw taglia fuori definitivamente l’ipotesi di realizzare un corex, impianto su cui sarebbero stati convogliati i 60 milioni che la Regione avrebbe messo a disposizione dai dai fondi europei per l’innovazione. Secondo l’interpretazione di Nardi quei soldi non andrebbero persi, facendo leva sul progetto di un moderno forno elettrico con preridotto in grado di produrre basse emissioni.
I sindacati sono soddisfatti dall’esito dell’incontro con Nardi: «In una fase come questa dove ovunque diminuisce l’occupazione – commenta Fausto Fagioli, segretario Fim – avere di fronte un imprenditore pronto a investire è una buona base di partenza. Ovviamente c’è un gran numero di questioni da affrontare, tra cui il nodo infrastrutturale e quello occupazionale».
«E’ importante che Jindal si proponga di produrre acciaio – riflette Luciano Gabrielli, segretario Fiom – e che si voglia misurare con un mercato per lui nuovo. Ora c’è il tempo per lavorare affinché si trovino soluzioni adeguate per tutti i lavoratori, nesuno escluso, un percorso ben definito su cui ci deve essere l’impegno delle istituzioni e in particolare del governo».
«I progetti di Jindal – dice Fabrizio Toninelli, segretario organizzativo Uilm – sono un punto di inizio fondamentale. Ma perché la situazione occupazionale torni in equilibrio servirà che le istituzioni mantengano gli impegni presi».
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