Il Tirreno

Idee e ricerca e la tecnologia vola nel mondo

di Francesca Barone
Idee e ricerca e la tecnologia vola nel mondo

La Sider System esporta strumenti in Cina, in America, in Europa: «Siamo unici in Italia»

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PIOMBINO. Un ufficio al primo piano di un palazzo in via Pacinotti, un imprenditore, quattro dipendenti, un mercato estero che tocca quattro continenti e un fatturato annuo di circa un milione di euro. Questi i numeri della Sider System, azienda piombinese specializzata in strumenti di alta precisione per la siderurgia. Al timone, Franco Fossi. Sua l'idea, nel 1986, di creare l’azienda. Merito di un’innata voglia di progettare e dell'esperienza maturata nelle acciaierie di Piombino in qualità di responsabile della manutenzione alle colate continue. La Sider System, infatti, realizza strumenti di misurazione per gli impianti di colata continua della siderurgia. «Le colate continue – spiega Fossi – sono il cuore delle acciaierie. È qui che si realizza la solidificazione dell'acciaio liquido. Per questo è importante che le dimensioni della macchina siano rigorose con precisione centesimale. In passato questi controlli venivano fatti a mano. Pian piano si sono sviluppate delle tecnologie. Ed è in questo terreno che la Sider System ha realizzato tutto il suo patrimonio strumentale».

Unica in Italia. Un'intuizione fortunata quella di Fossi, visto che la sua azienda è l'unica in Italia e tra le quattro al mondo a realizzare questi strumenti. Il suo mercato è prettamente estero: Europa, Russia, Cina, Corea, India, Egitto, Iran, Siria, Turchia, Polonia, Ucraina, nord America, Messico, Brasile. «Una presenza nel mondo capillare – commenta Fossi – soprattutto rapportata al fatto che siamo una piccola azienda». L'azienda, logisticamente, si esaurisce in un ufficio e un laboratorio per i test. Alle pareti, gli attestati di tre brevetti e un riconoscimento, per Fossi, come inventore. L'organico è composto da 4 dipendenti a tempo indeterminato e da Fossi. «Questo ufficio è la fucina delle idee. L'innovazione è il nostro core business. Noi ci occupiamo della progettazione di base. Lo sviluppo del progetto viene poi affidato a dei partner».

Clienti importanti. La Sider System è fornitrice dei principali produttori di colate continue, come Danieli, Concast, Voestalpine, Sms Siemag. «Abbiamo una rete di agenti sparsa in vari Paesi e un ufficio commerciale a Shanghai – spiega Fossi – Ci siamo affacciati in Cina circa dieci anni fa. Abbiamo stabilito un feeling con un'azienda con cui nel tempo sono stati concretizzati rapporti commerciali grazie a grosse commesse che negli ultimi cinque anni ci hanno portato ad essere presenti sul mercato asiatico in un modo significativo. È stata l'esperienza cinese che ci ha fatto fare un salto dimensionale. In Cina abbiamo portato una strumentazione innovativa che ha ribaltato i vecchi sistemi di misurazione e controllo nelle macchine per bramme (semilavorati, ndc). Questo ha avuto un impatto così favorevole che ci ha messo addirittura in crisi a livello di produzione. Nel 2007 abbiamo avuto un numero di commesse da non farcela».

Acciaio e acciaio. «Le aziende cinesi con cui abbiamo rapporti – prosegue Fossi – producono 20milioni di tonnellate l'anno di acciaio, il doppio di Taranto. L'acciaio è un prodotto strategico, non ci può essere sviluppo senza acciaio. Però c'è acciaio e acciaio. Qui a Piombino si faceva acciaio di qualità, con la A maiuscola. Qui c'era una cultura siderurgica a cui ho avuto la fortuna di abbeverarmi. L'Italdsider era una dei maggiori produttori europei di acciaio di alta qualità, con tecnologie, maestranze e professionalità di primo livello. Tutto quel patrimonio è stato distrutto dall'incompetenza di Lucchini, della siderurgia bresciana che non aveva le capacità culturali e la professionalità per gestire uno stabilimento così».

«In Italia sono stati fatti degli errori, non macroscopici, ma criminali. La siderurgia pubblica è stata svenduta a degli incompetenti, a dei tondinari. Il governo è stato miope, non ha capito che la siderurgia era la scarpa con cui doveva continuare a camminare anche in futuro. Hanno chiamato Lucchini, Riva e la Thyssen, dicendo: voi garantite la pace sociale, noi ci facciamo carico dei prepensionamenti. Questo è stato fatto. Lucchini, per mancanza di cultura industriale, è venuto qui e ha iniziato a distruggere tutto quello che era il patrimonio siderurgico di Piombino».

Risorse umane, il patrimonio. «Fare l'industriale significa capire che il patrimonio dell'azienda non è nei macchinari ma nelle risorse umane. C'è in ogni persona una ricchezza che può essere tradotta e ben utilizzata solo se, prima della sua uscita dallo stabilimento, la affianchi ad una persona più giovane, trasferendo esperienze e conoscenze. Solo in questo modo si mantiene il livello di professionalità, altrimenti perdi un patrimonio che non recupererai mai. È quello che è successo a Piombino. Per questo i prepensionamenti sono stati un grosso errore. Quando lavoravo in acciaierie eravamo quasi ottomila persone. Vedere le condizioni in cui oggi versa Piombino è per me un dolore, una ferita. È stato disperso un patrimonio. Eravamo ricchissimi, non di soldi, ma di entusiasmo, di professionalità. Il patrimonio siderurgico tecnico-culturale che fu sviluppato a partire dal dopoguerra e che aveva fatto decollare l'Italia lo stiamo perdendo e non ci saranno dollari o yen che ce lo restituiranno».

Visione non lungimirante. Una critica Fossi la rivolge anche al sindacato. «Ho un rammarico nella mia visione della sinistra. Quando negli anni 70-80 il potere sindacale era veramente forte, da questo non sono nate delle proposte lungimiranti capaci di vedere al di là di garanzie che erano solo apparenti. Non si poteva garantire un lavoro che era fatto solo di diritti, senza doveri. Il sindacato aveva un potere contrattuale enorme, che però è stato usato male. Ed oggi, purtroppo, non ha più la forza per proteggere i diritti sacrosanti dei lavoratori. In Italia abbiamo una miopia politica che ci ha portato dove siamo e non so dove ci porterà ancora. Le occasioni non le sappiamo cogliere, quando abbiamo le possibilità di investire per il futuro non lo facciamo. E l'imprenditoria piombinese non si è diversificata, continuando a percorrere la strada più facile, cioè, nei momenti di crisi, andare a bussare alle acciaierie in cerca di lavoro».

Un'analisi critica, quella di Franco Fossi, frutto di una lunga esperienza lavorativa nell'industria. E a 72 anni, con un'azienda in ottima salute, pensa di ritirarsi a breve, lasciando le redini al figlio e il suo bagaglio tecnico-professionale ai suoi preziosi dipendenti. «Sono orgoglioso della Sider System anche se so che in zona non è conosciuta. Per l'azienda vedo un futuro buono e solido. Stiamo procedendo bene in una nicchia di mercato e, con la tecnologia, sviluppiamo prodotti sempre più sofisticati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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