Finanza
File e disagi, postali in sciopero
I sindacati “bloccano” le prestazioni aggiuntive, Stefani (Cisl): «Ci battiamo per il servizio ai clienti»
PIOMBINO. File e disagi senza fine agli uffici postali. Tagli al personale, incertezze per il futuro e servizi che sembrano tutt’altro. I sindacati hanno indetto uno sciopero (sulle prestazioni aggiuntive) di cui l’azienda sembra non voler dare informazione. Rosaria Stefani, segretario provinciale lavoratori postelegrafonici Cisl spiega come siano «inspiegabili i cartelli non esposti riguardo una protesta che coinvolge tutta la Toscana. Chiederemo al prefetto se si tratta di un diritto disatteso».
«Nell’ultimo anno in Val di Cornia – spiega Stefani – una ventina di persone hanno lasciato, esodati e pensionati tra portalettere e sportellisti senza turnover. Qualcuno è andato via per far posto ai figli, full time “cambiati” con part time e carenze come quelle che investono Venturina dove, con solo part time, il lavoro è ingestibile». Così «dopo inutili confronti a livello territoriale e regionale – dice – siamo arrivati unitariamente la Slc Cgil - Slp Cisl e Uil Poste, ad uno sciopero delle prestazioni aggiuntive e straordinarie». Sia per i recapiti che per il Bancoposta, dall’8 settembre al 4 ottobre.
«Ci dispiace per gli utenti – prosegue – ma lo facciamo anche per loro. Ci stiamo battendo per il nostro lavoro, i nostri clienti e la nostra azienda – conferma Stefani – Le problematiche sono tante e tali che si deve parlare della generale difficoltà di Poste Italiane SpA a garantire un servizio pubblico. Disservizi che rendono drammatica la situazione e fanno presagire azioni diverse e peggiori che impoverirebbero ulteriormente la forza lavoro e con essa la “conclamata” qualità. Le carenze della sportelleria sono gravi ed inaccettabili, numerosi uffici vengono “ depredati” – sottolinea – tutti i mesi nei giorni di pensione per favorire chi ha il gestore code (i numerini ndr), per rientrare dentro tempi di attesa e raggiungere chissà quali risultati. Le succursali della città, Perticale e Salivoli, hanno passato un’estate da incubo, uffici dove per tipologia e mole di lavoro, da quattro necessari si sono trovati in due operatori. Gli uffici medio/piccoli (tipo Vignale) invece che 2 o 3 unità, è rimasta una persona sola per tutto». Dunque code esasperate e clienti che si sono arrabbiati di brutto coi pochi rimasti negli uffici.
«Al recapito le lunghe assenze sono state parzialmente coperte, ma continuano a mancare gli addetti alle lavorazioni interne, a Piombino si è voluto aprire a dicembre, il servizio inesitate gestito dal recapito. Ufficio – ricorda Stefani – aperto con turnazioni dalle 6 alle 20, senza personale da applicarvi ed anche lì assistiamo a girandole dove le stesse persone si improvvisano a fare di tutto e di più, dal portalettere a tutte le altre mansioni. Cosa dire dei mezzi? Tutti noi sappiamo che per lavorare i nostri portalettere hanno bisogno di motorini ed auto, ma sono diventati miracolosi, riescono ad uscire su 4 zone anche con una sola auto e badate bene le zone oggi sono di oltre 70 Km». Stefani sollecita i dipendenti a tenere duro e partecipare allo sciopero, «secondo le regole: uscite in orario dagli uffici, usate i mezzi pubblici per le missioni... Gli accordi vanno ripettati, ma non solo dal sindacato, anche dall’azienda».
Tra l’altro «l’Elba è in ginocchio agli sportelli non c'è più nessuno, così al servizio commerciale. Gli uffici come Marina di Campo e Porto Azzurro, dove si raggiunge sempre e comunque l’obiettivo richiesto, si sta lavorando con personale minimo, così a Capoliveri. Ma ci rendiamo conto di quello che, anche solo durante il periodo estivo, succede, che affluenza di turisti c’è? Allora mi chiedo, quale è la volontà a monte? Chiudere tutto all’Elba? Ricordiamoci – conclude Rosaria Stefani – che chi è impegnato qui ha gli stessi diritti di tutti gli altri operatori Poste, ovvero lavorare con dignità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
