Sicurezza
Studenti esclusi al “Brignetti”, si va verso il ricorso
Solo tre alunni sui sette rimasti fuori dalla prima classe vogliono iniziare l’anno, ma a scuola non c’è spazio per loro
PORTOFERRAIO. Avevano già ordinato i libri. Stavano solo aspettando la prima campanella per riportare i figli a scuola, confidando nella loro voglia di rivincita dopo un anno concluso con una bocciatura. E invece, proprio in queste ore, la doccia fredda. «Non ci sono gli spazi idonei per una classe con più di trenta alunni, suo figlio è fuori».
È quanto si sono sentiti dire, a pochi giorni dalla prima campanella, i genitori di sette alunni preiscritti alla prima classe articolata (indirizzo enogastronomico e Mat e indirizzo manutenzioni e assistenza tecnica) dell’Ipsia Brignetti di Portoferraio. Tutti ripetenti e con più di sedici anni, quindi oltre l’età della scuola dell’obbligo: il solo requisito alla base della selezione compiuta dalla scuola. In realtà, si è chiarito, uno di questi alunni aveva già deciso di lasciare la scuola, mentre altri tre si sarebbero iscritti a dei corsi formativi organizzati dalla Cescot (alcuni di questi studenti erano stati contattati già ad agosto dall’agenzia). «Altri tre – racconta Tatiana Paolini, mamma di uno dei tre ragazzi con sedici anni compiuti – sono fuori, e lo abbiamo saputo solo pochi giorni prima l’ufficializzazione della composizione delle classi dell’istituto. Non ci è arrivata una comunicazione ufficiale dalla scuola: nessuno ha voluto sapere se mio figlio avrebbe continuato o meno il suo percorso scolastico, nessuno ci ha detto che sarebbe stato escluso per la mancanza di spazi nella scuola».
Alla base dell’esclusione dei tre ragazzi ci sarebbero le condizioni precarie dell’edificio scolastico. Da mesi il primo piano della scuola è inagibile per il cedimento di alcuni travicelli del tetto. Gli spazi, di conseguenza, si sono ridotti, così come è stato più complicato per il dirigente scolastico gestire le classi sulla base delle aule a disposizione. Il risultato? La classe articolata tra enogastronomico e Mat conta su 27 alunni (questo indirizzo ha otto iscritti, non sufficienti per formare una classe), esclusi i sette studenti (solo tre vogliono proseguire il percorso). A questi si aggiunge il professore di turno e, eventualmente, un insegnante di sostegno. Dalla scuola fanno sapere che non ci sono le condizioni per allestire una classe con più di 30 persone (tra alunni e docenti). Per questo è stata presa la decisione, quanto meno inusuale, di tenere fuori i ragazzi con più di sedici anni. «Mio figlio mi ha detto che aveva capito di aver commesso degli sbagli, mi aveva promesso di volersi impegnare, ma questa possibilità gli è stata preclusa – racconta Nisia Prometti, madre di uno dei ragazzi – mi hanno spiegato da scuola che, non essendoci spazio, avrebbero incluso solo i ragazzi con meno di sedici anni. Ma studiare non è un privilegio, bensì un diritto. Sono stata tanti anni a Roma, ma una cosa del genere non l’ho mai vista».
«Cosa faremo? Innanzitutto – aggiunge Tatiana Paolini – chiederemo la documentazione e le motivazioni ufficiali che hanno portato la scuola a compiere questa scelta. E, di conseguenza, stiamo valutando concretamente di fare ricorso».
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