Gioco
Nozze gay, i buoni propositi s’infrangono agli uffici comunali
L’impiegata dello stato civile non rilascerà certificazioni, l’assessore Pellegrini: «Non può farlo» Si lavora a un nuovo ordine del giorno ma senza un intervento del sindaco non resterà che il tribunale
PIOMBINO. S’infrangono tra gli uffici comunali i buoni propositi legati alle nozze gay, o meglio alla trascrizione nei registri di stato civile dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso. Sembrava che per Piombino fosse la cosa più naturale del mondo dopo anni di battaglie, pronunce della Cassazione e della Corte costituzionale, sentenze di tribunali e in generale per una città che si è sempre posta all’avanguardia in materia di diritti civili. Il registro delle unioni civili esiste dal 2006. E’ bastata un’impiegata per mettere in difficoltà l’intero consiglio comunale. L’assessore Paola Pellegrini difende lei e in generale tutti gli uffici: «Non dipende da noi, il problema è tecnico, in Italia c’è un vuoto normativo e senza una disposizione del ministero degli Interni non è possibile rilasciare certificazioni in questo senso».
Nuovo odg. Ora si sta lavorando a un nuovo ordine del giorno dopo quelli ritirati. Si cerca una sintesi tra quello presentato da Rifondazione e quello piovuto all’ultimo momento dai banchi del Pd. Ma il problema non sarà risolto da una nuova stesura e neanche da un’eventuale approvazione all’unanimità. Resta il problema dell’anagrafe e dello stato civile. Lo sbocco sembra inevitabile: un nuovo ricorso ai giudici, stavolta al tribunale di Livorno.
Battaglia civile. Proviamo a ricapitolare. Nei mesi scorsi l’associazione Laicità e Diritti aderisce alla campagna “L’Onda dei diritti civili”, promossa a Bologna da Sel. Fioccano le adesioni mentre un gruppo di avvocati prepara una mozione, con cui si chiede appunto la trascrizione nei registri di stato civile dei matrimoni gay contratti all’estero.
Il tribunale di Grosseto. A dar forza all’associazione c’è l’ordinanza con cui il 3 aprile il tribunale di Grosseto riconosce il diritto in questione a una coppia gay. Anche in quel caso, contrariamente a quanto sosteneva un ufficiale di stato civile (e lo stesso pubblico ministero) il tribunale si ispira alla sentenza 4184/2012 della Cassazione e ricorda che «il matrimonio in oggetto è produttivo di effetti giuridici nell’ordinamento dello Stato dove è stato celebrato e non è contrario all'ordine pubblico», e che non è previsto nel nostro ordinamento «alcun ulteriore e diverso impedimento derivante da disposizioni di legge alla trascrizione di un atto di matrimonio celebrato all’estero secondo le forme previste dalla legge straniera». Insomma, un matrimonio che «spieghi», cioè produca, «effetti civili nell’ordinamento dello Stato dove è stato celebrato, non avendo tale trascrizione natura costitutiva ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido di per sé sulla base del principio tempus regit actum». Per questi e altri motivi il tribunale di Grosseto ordina la trascrizione del matrimonio in questione.
Mozione trasversale. L’associazione piombinese vuole che la mozione venga presentata in modo trasversale. Per questo contatta Fabrizio Callaioli (Rifondazione), Marina Riccucci (Sinistra per Piombino), Susy Ninci (M5s), Valerio Pietrini (Pd), Andrea Fanetti (Spirito libero), Marco Mosci (Idv). Callaioli, avvocato, studia il caso e fa calendarizzare la mozione.
La mozione del Pd. E solo allora, a ridosso del consiglio comunale, si scopre che il Pd ne ha appena proposta una simile attraverso i consiglieri Ettore Rosalba e Rinaldo Barsotti.
Discussione rinviata. Scoppia la polemica, le due mozioni finiscono in consiglio e si prevedono scintille. Ma non c’è alcuna discussione. E non solo per questioni di tempo. L’assessore Pellegrini, riferendo le perplessità degli uffici, anticipa qualsiasi dibattito.
Il no dell’anagrafe. Il problema è che la trascrizione potrà anche avvenire ma sarà soltanto simbolica, in quanto non produrrà gli effetti civili che discendono dal matrimonio. Per fare un esempio: la pensione di reversibilità in caso di morte di uno dei coniugi. Quelle certificazioni insomma non verranno firmate. Perché? «Il personale non si rifiuta per capriccio o per questioni morali - dice Pellegrini - ma perché la normativa non prevede la trascrizione di questi atti. Senza una direttiva del ministero un ufficiale di stato civile delegato può solo opporre un rifiuto scritto, impugnabile in tribunale. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è inesistente per l’attuale ordinamento giuridico italiano. Questo non vieta al sindaco, ufficiale di governo e di stato civile, di dare un forte segnale politico arrogandosi il diritto di trascrivere e sottoscrivere gli atti, che però non potranno avere alcun effetto giuridico»
Tecnici e politica. L’avvocato Callaioli taglia corto: «L'altolà dei tecnici non deve influenzare la decisione. Un ordine del giorno è un atto di indirizzo politico in cui i tecnici non devono entrare, restando destinata a un secondo momento l’eventuale occasione di dover dirimere problemi tecnici». Cioè il ricorso al tribunale di Livorno da parte di chi si imbatterà nel primo “no”.
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