La protesta
«Cambiare si può, serve coraggio»
Gelichi tra diversificazione, piano della costa e piano strutturale
PIOMBINO. «Si può cambiare, basta crederci» dice Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino) che ribadisce alcuni concetti. «Sono molte le azioni in campo - dice - dall’Accordo di programma, all’ampliamento del porto, tutta la pianificazione strategica in atto prevista dalla precedente amministrazione. Eppure non sfuggono l’incompiutezza, l’inefficacia della previsione, ma soprattutto le risposte si orientano verso il lungo periodo. Manca, o è solo parziale, la diversificazione, quella cosa che, se fatta bene, prevede un cambio radicale di mentalità e un inevitabile intervento sul territorio. Intervento temuto più per ideologia, senza pensare che una buona architettura possa migliorare l’ambiente. Per diversificare noi continuiamo a sostenere che sia necessario un intervento immediato per sanare la situazione delle Fabbricciane, attraverso un’urbanizzazione degli ambiti, che significa lavoro, oneri a carico per opere pubbliche e tasse da riscuotere sulle seconde case, oggi definite impropriamente nei fatti, annessi agricoli».
«Da subito - aggiunge - chiediamo la rivisitazione del Piano della costa urbana, l’attuale è un fallimento in termini d’attrazione degli investimenti e della possibilità della creazione di servizi. A scadenza e inderogabile il nuovo Piano della Costa est, che non può prescindere anche dal destino dell’Enel. Contestualmente è imprescindibile riscrivere il Piano strutturale, oggi un gigante d’argilla che impedisce ogni possibilità di concreto sviluppo. Il destino dipende proprio da noi, dalla politica, dalla volontà di cambiare, ma serve coraggio».
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