Il Tirreno

Una “casa dell’acqua” per bere sano e ad un costo minimo

di Annalisa Mastellone
Una “casa dell’acqua” per bere sano e ad un costo minimo

Minoranza e maggioranza d’accordo sul progetto L’assessore Bartalesi: «Non gratis per evitare gli sprechi»

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CAMPIGLIA MARITTIMA. “Case dell’acqua” a vantaggio dell’ambiente e delle tasche dei cittadini.

È un progetto a cui l’amministrazione sta lavorando da un po’ di tempo e che è arrivato in consiglio comunale con una mozione firmata dal Movimento 5 Stelle poi trasformata in ordine del giorno e approvato a maggioranza: Comune dei Cittadini si è astenuto, riservandosi poi di votare il progetto, quando sarà definito, dopo averne fatto un’analisi costo/benefici visto il simile uso che può essere fatto dell’acqua del rubinetto.

Si tratta di un impianto automatico di distribuzione pubblica di acqua potabile, microfiltrata, prelevata direttamente dall’acquedotto. Il loro utilizzo permette di far risparmiare ai cittadini sull’acquisto di acqua in bottiglia, e di conseguenza ridurne lo smaltimento e l’inquinamento dovuto al loro trasporto su gomma.

«Le case dell’acqua sono presenti nei comuni di San Vincenzo e Castagneto Carducci (ma anche in molte zone della Maremma, ndc) – spiegano in una nota i ‘pentastellati” - e possono portare notevoli benefici alla collettività attraverso la riduzione dei rifiuti solidi, l’educazione ambientale nella lotta allo spreco di risorse e materiale, e produrre un interessante risparmio per i cittadini che in media spendono 500 euro all’anno a famiglia. La maggioranza ha comunicato che sta già lavorando a questo progetto. Riteniamo che sia una bella vittoria per il nostro Comune e noi ci impegneremo a vigilare sui tempi di realizzazione, sulle modalità e sui costi».

E una prima “casa” potrebbe essere installata già nei prossimi mesi: la giunta ha intenzione di metterne in programma almeno una già da quest'anno se si trovano le risorse di bilancio necessarie. Come spiegato dall’assessore all’ambiente nell’ultima seduta dell’assise comunale.

«La proposta presentata dai 5 Stelle è stata ritirata e trasformata in ordine del giorno perché la realizzazione di “case dell’acqua” – ha specificato l’assessore Vito Bartalesi – rientra tra gli obiettivi di questa giunta e ce ne stavamo già occupando. Però riteniamo che non sia corretta l’erogazione gratuita (come chiedeva il gruppo di minoranza, ndr) ma che sia preferibile prevedere il pagamento di una quota, anche piccola, per scoraggiare gli sprechi e per sensibilizzare all’uso corretto e alla giusta valorizzazione della risorsa. L’impegno è di trovare degli avanzi di bilancio per riuscire a installarne almeno una, per iniziare, entro quest’anno. Il costo di un singolo impianto è di circa 20mila euro all’anno, a cui vanno aggiunte le spese di analisi, sostituzione filtri, e di bolletta per acqua consumata oltre che dell’energia elettrica necessaria, per cui si arriverebbe ai 27/28mila euro annui. Quindi potremmo poi capitalizzare un impegno di spesa nel bilancio per il prossimo anno, così da attivare altre “case dell’acqua” nel 2015».

Il Movimento 5 Stelle si dice comunque soddisfatto per quelle che definisce «due vittorie e mezzo per il Comune – aggiungono nella nota - riguardanti a Piedibus e Case dell’acqua, e l’apertura della maggioranza sull’adeguamento dello stipendio dei dirigenti alla effettiva performance. Mozione quest’ultima che abbiamo ritirato per discuterne in commissione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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