Il Tirreno

Jindal, presentata l’offerta per la Lucchini

Jindal, presentata l’offerta per la Lucchini

Chiesta l’acquisizione di laminatoi e impianti marittimi, per la ripresa produttiva si attende il piano industriale

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PIOMBINO. La Jsw di Sajjan Jindal ha depositato ieri mattina nello studio del notaio David Morelli la sua nuova offerta vincolante per la Lucchini. Nessun dettaglio sui contenuti è stato reso noto dal commissario straordinario Piero Nardi, che attraverso un comunicato fa sapere solo che con l’assistenza dei legali, del management aziendale e dei periti che assistono la procedura, avvierà quanto prima l’analisi dell’offerta ricevuta.

Secondo la procedura poi i contenuti dell’offerta della Jsw, al termine del processo istruttorio, verranno resi noti al Comitato di sorveglianza e al ministero dello Sviluppo economico, che dovrà dare il via libera alla firma dei contratti.

Per la Gsi invece sono attese offerte vincolanti migliorative entro il 16 settembre: «Qualora vengano ritenute non soddisfacenti – dice una nota dell’amministrazione straordinaria Lucchini – si passerà alla fase di “asta impropria”, ponendo come base l’offerta più elevata».

Jindal dunque ha presentato nei tempi previsti la sua offerta migliorativa che, secondo fonti qualificate, contiene gli elementi, anche dal punto di vista formale, per ottenere una rapida approvazione: la proposta non si discosta dunque da quella precedente se non per la cifra d’acquisto (superiore ma non di molto ai 10 milioni della prima offerta).

Per il resto dunque si parla dell’acquisizione di laminatoi e impianti marittimi, con una forza lavoro intorno alle 700 unità, base della trattativa da intavolare con i sindacati. Il generico interesse a valutare l’ipotesi di realizzazione di un impianto di produzione di acciaio stavolta è invece rafforzato dagli impegni presi nei giorni scorsi col presidente della Regione Enrico Rossi, da precisare nel piano industriale atteso entro la fine dell’anno.

In questo senso sembra rafforzarsi l’ipotesi che i tecnici indiani stiano lavorando al progetto di un forno elettrico, valutando anche l’utilizzo del “preridotto” (tecnica per la produzione della ghisa senza l’utilizzo del coke), che trova il suo ostacolo principale negli alti costi del gas, su cui appunto Jindal avrebbe chiesto al Governo un intervento per ottenere prezzi più competitivi. Questione complessa, su cui nei mesi scorsi si era arenato il tentativo di Enrico Bondi di rendere ambientalmente compatibile lo stabilimento dell’Ilva di Taranto.

Per il resto della galassia ex Lucchini la procedura annuncia la firma del contratto preliminare col gruppo Arvedi per Trieste, mentre per Lecco è stata concessa a Feralpi-Duferco una proroga fino al 15 ottobre per presentare un’offerta vincolante migliorativa. Sullo stabilimento di Condove nei prossimi giorni si procederà alla richiesta di offerte vincolanti.

L’unico giudizio che arriva dal mondo sindacale è quello di Vincenzo Renda, segretario Uilm: «Bene che l’offerta finalmente sia arrivata, adesso aspettiamo di essere convocati quanto prima per conoscerne i contenuti, fermo restando che il giudizio finale lo potremo dare quando conosceremo quanto la stessa offerta vale in termini occupazionali, e sapendo che l’accordo finale deve prevedere che tutti i lavoratori abbiano una collocazione. Ognuno deve fare la propria parte – sostiene Renda – in primis il Governo, per far sì che sia di nuovo prevista quanto prima la produzione di acciaio a Piombino».

Intanto sembra farsi sempre più drammatica la situazione per i 75 dipendenti della 3Emme, la ditta di appalto che curava la manutenzione dell’altoforno Lucchini. Malgrado gli impegni i lavoratori della Manutenzione mezzi meccanici continuano a non riscuotere. Il problema sembra legato ancora a inadempimenti dell’azienda, per la mancata presentazione del Durc, il documento unico di regolarità contributiva, che sta comportando il blocco dei pagamenti da parte della Lucchini.(cloz)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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