Sicurezza
«In 3 mesi cittadini tassati per 10 milioni»
Allarme della coalizione di minoranza sul bilancio di Portoferraio: «La giunta faccia un passo indietro»
PORTOFERRAIO. «Il tempo fisiologico di insediamento è scaduto. Ora questa amministrazione comunale deve iniziare a dire qualcosa. Ma, al primo banco di prova del bilancio, la giunta ha perso un’occasione d’oro. Da giorni non sentiamo una parola, a partire dalle scelte economiche, fino alle scelte sulla gestione del territorio». È un giudizio durissimo quello che la lista Cosetta Pellegrini sindaco, il Pd e Sel danno sull’operato della giunta Ferrari, il giorno dopo al consiglio comunale sulla presentazione del bilancio e sulla definizione delle aliquote delle imposte locali. Ieri le forze della coalizione di minoranza hanno convocato una conferenza stampa per commentare, a freddo, quanto accaduto il giorno prima, quando il sindaco Ferrari e la sua giunta hanno portato all’approvazione le delibere, senza illustrarle. Lasciando che fosse solo il dirigente Luca Donati a spiegare le scelte dal punto di vista tecnico.
«Contiamo che quanto accaduto sia solo un grave incidente di percorso – ha detto Cosetta Pellegrini – il ragioniere capo ha illustrato i contenuti del bilancio dal punto di vista tecnico, ma è mancata una spiegazione politica. Abbiamo delle vedute diverse sul bilancio, con il confronto magari possiamo condividere alcuni punti. Ma se non c’è volontà di apertura della maggioranza, non ci resterà che fare un’opposizione dura». Nel corso della conferenza stampa le forze di minoranza sono entrate nel dettaglio del bilancio. «È vero che la manovra tributaria è stata approvata punto per punto, ma fino a quando non sarà dato il via libera al bilancio ci sarà modo di fare delle correzioni – ha spiegato Angelo Zini, segretario del circolo Pd di Portoferraio – noi avremmo fatto delle scelte diverse. La giunta si è limitata a compiere un’operazione contabile, ma in realtà l’introduzione della nuova Tasi era un’occasione per applicare le imposte in modo più flessibile, articolando le aliquote con un po’ più di fantasia, salvaguardando le fasce deboli. Il Comune si è invece limitato a prelevare più gettito in modo lineare, senza distinzioni come si è visto con l’addizionale Irpef aumentato. Hanno persino annullato la delibera sul pagamento della Tari, che ora dovrà essere versata in due sole tranche. Il risultato? In tre mesi Portoferraio dovrà cacciare dagli 8 ai 10 milioni di tasse locali per riequilibrare il patto di stabilità. Un salasso».
La critica della minoranza va più a fondo. E investe il ruolo instaurato tra la guida politica del Comune e i suoi dirigenti. Durante il consiglio il solo a parlare è stato il ragioniera capo Luca Donati, mentre gli assessori e il sindaco sono rimasti in silenzio. «L’assenza di un assessore al bilancio è molto significativa – ha spiegato la consigliera Antonella Giuzio – la sensazione è che manchi una guida politica, una figura che sappia fare da ponte tra i cittadini e gli uffici. La decisione sulle rate della Tari è chiara, si è scelta la strada più comoda per gli uffici ma che non va negli interessi dei contribuenti». «Il rapporto tra politica e dirigenti – conclude Zini – è stato al centro della campagna elettorale. A distanza di mesi è evidente come la sfida di Ferrari sia stata persa, nulla è cambiato, anzi si è rafforzato il predominio dei tecnici sulla politica». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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