Patto di stabilità, il Comune è sotto di circa 6 milioni
L’allarme lanciato durante un consiglio comunale tesissimo Minoranza all’attacco per i rincari delle imposte locali
PORTOFERRAIO. Il Comune dà il via libera agli aumenti delle imposte locali per far fronte a un taglio da quasi un milione e mezzo di trasferimenti statali. Ma, in compenso, il gettito ottenuto difficilmente sarà reimpiegato per aumentare i servizi ai cittadini anche perché l’amministrazione comunale, ad oggi, è sotto di circa di 6 milioni rispetto all’obiettivo del patto di stabilità.
È questo, in sintesi, il quadro emerso nel corso di un consiglio comunale che si preannunciava infuocato e, invece, si è dimostrato gelido per la quasi totale assenza di dibattito, nonostante l’importanza degli argomenti trattati. Sul tavolo vi erano la presentazione del bilancio e l’approvazione dei regolamenti e delle aliquote delle imposte locali Tasi, Tari, Imu e addizionale Irpef, scelte destinate a pesare sulle tasche dei cittadini.
In seguito a un acceso scambio di battute tra il capogruppo di minoranza Cosetta Pellegrini e il sindaco Mario Ferrari, che già avevano polemizzato in questi giorni, il primo cittadino - ed evidentemente il resto della maggioranza - hanno deciso di non partecipare al dibattito in aula, non illustrando come da prassi le delibere votate, dunque, a colpi di maggioranza. Ma cerchiamo di fare chiarezza su quanto avvenuto durante l’assemblea, convocata per le 8,30 nella sala consiliare.
Il bilancio. Il sindaco Mario Ferrari ha lasciato che fosse il ragioniere capo Luca Donati a illustrare tecnicamente il quadro finanziario dell’ente, lo schema di bilancio che sarà portato al voto il prossimo 29 settembre e le singole scelte compiute in materia di imposte locali. Donati ha spiegato come, di fatto, nel 2014 l’ente debba sopportare un taglio dei trasferimenti statali di 1,4 milioni di euro e debba iscrivere a bilancio il gettito Imu al netto del fondo di solidarietà comunale. In questo contesto l’amministrazione ha scelto di fissare un’aliquota Tasi solo per le prime abitazioni al 2 per mille (la forbice è da un minimo di 1 a un massimo di 2,5 per mille, aumentabile di ulteriori 8 punti millesimali solo nel caso di un bilanciamento in termini di detrazioni), mentre l’aliquota è a zero per le altre tipologie di immobili, per i quali si paga l’Imu (dal 9,1 al 9,4 per mille). «In nessun caso la Tasi – ha spiegato Donati in consiglio comunale – supererà gli importi richiesti nel 2012 con l’Imu sulla prima casa. È stato ritoccato anche l’Imu per le seconde case, in modo da rendere più equo il carico fiscale in più, necessario per il taglio ai trasferimenti dello Stato. E comunque la somma di Imu e Tasi, che non possono superare il 10,6 per 1000, è inferiore rispetto agli altri comuni elbani». L’addizionale Irpef passa da 0,5 a 0,7%, per un gettito stimato di circa 300-350 mila euro.
Il carico fiscale, insomma, aumenta per i cittadini, ma non è detto che il gettito andrà a generare maggiori servizi. Se il bilancio è sano, come ha spiegato lo stesso Donati, e non è in discussione la sua tenuta, preoccupa il fatto che, ormai a settembre, il Comune sia sotto di circa 6 milioni rispetto all’obiettivo del patto di stabilità. «La situazione è grave e servirà una cura da cavallo per raggiungere l’obiettivo – ha detto Donati – l’ente potrà accelerare le riscossioni in conto capitale e, al tempo stesso, rallentare i pagamenti per tornare in equilibrio».
Il voto. «L’analisi tecnica è ineccepibile, ma ci sarebbe piaciuto conoscere la lettura politica del bilancio da parte del sindaco, questa manovra impoverirà tutti i cittadini di Portoferraio senza che via sia la certezza di un riutilizzo del gettito in più per aumentare i servizi. Anzi, guardando lo schema di bilancio, ci sono tanti segni meno, tra cui un impoverimento delle risorse per l’istruzione».
Cosetta Pellegrini, capogruppo di minoranza della lista Cosetta Pellegrini sindaco, boccia senza appello la linea economica intrapresa dalla giunta Ferrari e chiede, in consiglio comunale, un ripensamento delle scelte prima dell’approvazione del bilancio del 29 settembre. Il suo gruppo ha votato contro tutte le delibere sui regolamenti e le aliquote proposte dalla giunta.
«Non c’è bisogno di tutto questo prelievo per costruire un avanzo di amministrazione che non sarà neanche spendibile – ha aggiunto – soprattutto l’aumento dell’addizionale Irpef è iniquo e va a colpire soprattutto le fasce di reddito più basso». Alessia Del Torto non ha fatto mancare critiche alle decisioni della maggioranza votando, in rappresentanza della lista Comune amico, contro le scelte della giunta. Una giunta che si è mantenuta compatta tranne che sulla votazione sulle aliquote Imu, con l’assessore Laura Berti che si è astenuta senza motivare la sua scelta.
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