Sicurezza
«Il turismo non va? La colpa è nostra»
La sfogo in rete del titolare di un’attività a Suvereto: «Già ai primi di settembre i negozi in centro sono chiusi»
SUVERETO. «Siamo concreti, abbiamo passato un’estate che sul profilo del turismo ha lasciato molto a desiderare. Oggi in giro per Suvereto si vede ancora qualche turista, ma noi che servizi offriamo? Stabilimenti balneari chiusi. Panifici la domenica chiusi, negozi di alimentari la domenica chiusi, prezzi negli agriturismi del tutto simili a quelli di agosto. Ma sono solo io a pensare che il turismo è la nostra unica attuale fonte economica? Io rifletterei e vorrei che a questo post rispondesse tanta gente dicendomi: Piero ti sbagli io ci sono!». È una riflessione a voce alta quella partita da Piero Bussotti, titolare di un agriturismo alle porte del paese, che in un messaggio scritto lo scorso sabato in facebook denuncia quelle che considera delle pecche nell’offerta turistica che trovano i visitatori che arrivano a Suvereto in estate. E tira in causa soprattutto colleghi, attività commerciali e ricettive invitando tutti a una discussione proficua e a un po’ di autocritica al fine di trovare insieme gli strumenti più adatti a dare impulso e nuovi stimoli a un settore strategico per l’intera Val di Cornia.
«Il mio post è nato – spiega – quando ho letto sui giornali che i bagni sul mare dall’1 settembre sono chiusi. Per poi scoprire che, tranne qualche tabacchi e negozio di souvenirs, gli esercizi commerciali del mio paese nel fine settimana hanno le saracinesche abbassate per lo stesso motivo. Siamo ancora in piena stagione, ci sono ancora turisti in giro e qui c’è già un regime invernale. Questo è il nostro modo di far turismo?». Inoltre, la crisi e il cattivo tempo che ha caratterizzato i mesi scorsi, sottolinea Bussotti, hanno probabilmente influito sul flusso di stranieri e villeggianti quest’anno. «Difficile fare un’analisi precisa – ha aggiunto – ma un calo, parlando di strutture ricettive, in questa estate c’è stato. Poi mettiamoci anche che fuori da Suvereto i turisti trovano più servizi e che c’è da considerare la concorrenza di altri tipi e formule di vacanza più economica per cui la gente sceglie altre mete. Però io le perdite di giugno e luglio le sto recuperando ora. Per questo dico, ora che i turisti sono quelli del fine settimana, che facciamo noi operatori, rimaniamo chiusi proprio adesso? È assurdo, il turismo è l’unica risorsa di reddito per il nostro territorio e la Val di Cornia». Tanti sono stati i commenti al post, tra cui quello di Luciano Presenti, portavoce di Assemblea popolare Suvereto, alla guida del governo cittadino. «Secondo i dati che ha lui – ha detto Bussotti – il turismo non è la nostra principale fonte di sopravvivenza. E qual è la cassa integrazione o la pensione? La stessa agricoltura è subordinata al turismo e se lo riduci a 2 o 3 mesi l’anno è finita. L’unica cosa da fare nell’immediato è che le attività commerciali rimangano aperte. Altrimenti si vanificano tutti gli sforzi fatti dall’amministrazione, passata e futura, per diffondere il nome e valorizzare le risorse del nostro paese. Vedi ad esempio la presenza delle eccellenze di Suvereto alla Mostra del Cinema di Venezia e all’Expo. Il problema è che se si vuol vivere di turismo la strada è lunga, ma bisogna cambiare la mentalità che abbiamo verso il turista e il lavoro, e operare per destagionalizzare l’offerta. E comunque ci vuole tanta buona volontà, perché solo con perseveranza possiamo attrarre più visitatori».
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