Il dolore
«Regole chiare e semplici per difendere il territorio»
L’assessore Anna Marson ha illustrato il piano paesaggistico della Regione Gli architetti e gli albergatori: «Buon lavoro, ma non diventi strumento rigido»
PORTOFERRAIO. L’incontro era particolarmente atteso. E temuto. Da una parte l’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson, vista all’Elba e non solo come la donna dei divieti e dei vincoli contro il cemento. Dall’altra gli operatori economici, i sindaci e i professionisti elbani, alle prese da anni con la ricerca di un equilibrio difficile tra lo sviluppo urbanistico e la salvaguardia del territorio. Sul tavolo lo schema del piano del paesaggio regionale appena adottato, uno strumento quanto mai complesso e delicato che punta a dettare linee guida comuni per lo sviluppo della Regione, Elba compresa.
Al convegno organizzato sabato all’hotel Hermitage hanno preso parte l’assessore Marson, il vice presidente del consiglio regionale Giuliano Fedeli, oltre al sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, all’architetto Alessandro Pastorelli in rappresentanza dell’ordine degli architetti elbani e ad altri sindaci (erano presenti Barbetti e Simoni) e ai responsabili dei vari enti, associazioni e imprese dell’isola d’Elba.
Marson ha descritto i tratti salienti del lavoro compiuto dalla Regione per la redazione del piano paesaggistico ed è entrata nello specifico degli obiettivi, direttive e prescrizioni del territorio elbano, particolarmente delicato e sottoposto quasi per la sua totalità a vincoli di varia natura. Nonostante questo, all’Elba, si è costruito - e spesso male - negli ultimi anni. «Vengo descritta come la donna dei divieti – ha spiegato l’assessore regionale Marson – ma la filosofia di questo piano è ben diversa. L’obiettivo è dare forma, anche grazie all’aiuto e alle osservazioni dei territori, a uno strumento efficace che possa portare a una semplificazione nel rispetto dei vincoli che già ci sono, espressi per decreto e per legge nazionale».
Tra i dubbi sollevati nel corso dei numerosi interventi riguardo al lavoro della Regione, considerato nel complesso «ottimo», il fatto che l’Elba sia compresa all’interno del piano paesaggistico nel capitolo dedicato alle Colline Metallifere e non vi sia una sezione dedicata alle isole dell’arcipelago (sicuramente più assimilabili per caratteristiche). Così come non è apparso chiaro come il nuovo strumento regionale possa dialogare con il piano del Parco già approvato. Ancor più concreta la preoccupazione, espressa dal presidente dell’associazione Albergatori Massimo De Ferrari, di uno strumento urbanistico che finirebbe per essere fin troppo rigido, rendendo più complicati gli interventi di ampliamento e riqualificazione delle imprese già esistenti sul territorio dell’isola (l’assessore ha dato delle rassicurazioni precise su questo tema). Rigidità e scarsa efficacia sono i difetti temuti anche dagli architetti che, di fatto, allo sviluppo urbanistico dell’isola ci lavorano tutti i giorni.
«Il nostro ordine sta preparando delle osservazioni precise – ha spiegato Alessandro Pastorelli, in rappresentanza degli architetti elbani – il piano è uno strumento complesso, frutto di un buon lavoro. Ma crediamo debba essere ancor più dettagliato e preciso, per non diventare troppo rigido. Siamo già da anni alle prese con una macchina burocratica insopportabile. Le regole servono, ma senza una semplificazione non possiamo più lavorare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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