Il Tirreno

MOLTI IMPEGNI CHE ATTENDONO CONFERME

DI CRISTIANO LOZITO

DI CRISTIANO LOZITO Il sindaco Massimo Giuliani parla di «un passo avanti»; per il presidente Enrico Rossi – che pure è quello più entusiasta per il “colpo” mediatico dell’incontro con Sajjan Jindal...

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DI CRISTIANO LOZITO

Il sindaco Massimo Giuliani parla di «un passo avanti»; per il presidente Enrico Rossi – che pure è quello più entusiasta per il “colpo” mediatico dell’incontro con Sajjan Jindal – «torna la speranza per la produzione di acciaio». Stessi toni fiduciosi ma misurati da parte del sindacato. Non c’è nei commenti solo l’ovvia prudenza dopo le scottature per le promesse mancate di Khaled Al Habahbeh e quelle sulla Concordia, ma anche la consapevolezza che la strada per risalire dalla buca in cui la città è precipitata con la chiusura dell’area a caldo Lucchini, è ancora lunga, molto lunga. Il dato positivo certo è che ieri il presidente del colosso indiano Jsw abbia incontrato il premier Matteo Renzi, come a gran voce chiedevano i sindacati, e poi il presidente Rossi, affidandogli evidentemente il compito di sintetizzare il contenuto del loro colloquio. Jindal quindi non fa marcia indietro, come qualcuno paventava, ma anzi esce allo scoperto, e in tempi brevi presenterà la sua offerta vincolante al commissario Piero Nardi.

Il problema sta nel fatto che se dall’incontro di ieri sono venuti progetti importanti per riavviare la produzione e creare una nuova area fusoria con moderne tecnologie, è altrettanto vero che questi impegni verbali non verranno certificati dall’offerta vincolante attesa per la prossima settimana. Insomma, l’offerta resterà formalmente la stessa, con la proposta di acquisto dei laminatoi e degli impianti marittimi, rimandando al piano industriale (sei mesi di tempo, ma ieri a Firenze è stato annunciato che la presentazione avverrà entro dicembre) la definizione dei progetti per un riavvio della produzione.

Si riapre dunque una prospettiva che non era affatto scontata pochi mesi fa alla chiusura dell’altoforno, grazie al lavoro politico di Rossi e delle istituzioni. Ma è chiaro allo stesso modo che i tempi per uscire dalla crisi non saranno brevi. Il presidente della Regione ha parlato di due anni per tornare a produrre acciaio, se anche fosse questo il tempo necessario, la città ha bisogno di riempire questo lungo periodo con opportunità d’impiego per oltre tremila persone. Ecco perché il lavoro sull’Accordo di programma, obiettivamente rallentato in estate, ha bisogno di un’accelerazione, intanto per un corposo ampliamento delle bonifiche che investa le aree non più utilizzate dalle vecchie acciaierie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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