Sicurezza
Case popolari cinque Comuni contro Livorno
PIOMBINO. Comuni in rivolta per le nomine al Casalp (Casa Livorno e Provincia, ex case popolari). Così - dicono gli amministratori di Piombino, Cecina, Castagneto, San Vincenzo e Campiglia - la...
PIOMBINO. Comuni in rivolta per le nomine al Casalp (Casa Livorno e Provincia, ex case popolari). Così - dicono gli amministratori di Piombino, Cecina, Castagneto, San Vincenzo e Campiglia - la conferenza dei sindaci su governance aziendale, linee di indirizzo e selezione del direttore generale di Casalp «È stata un triste spettacolo a cui non avremmo voluto assistere. Dopo un breve preambolo dell’assessore alle politiche sociali di Livorno, abbiamo appreso che il medesimo aveva già deciso per la nomina di un amministratore unico, nonostante gli amministratori del territorio della provincia avessero manifestato forti perplessità in proposito e proposto la costituzione di un Cda. La nomina di un Cda consentirebbe una più snella gestione sulle attività di direzione, una maggiore ampiezza di conoscenze e competenze utili all’adozione di scelte appropriate. Il Cda potrebbe essere formato da un rappresentante per ogni zona socio-sanitaria e darebbe in tal modo garanzia di maggiore rappresentatività a tutto il territorio provinciale».
«Invece l’assessore di Livorno aveva già individuato da solo “il profilo ideale per ricoprire quel ruolo” informandoci con la consegna di un curriculum vitae comprensivo di nome e cognome. Il metodo utilizzato ci appare a dir poco molto discutibile, per non dire scandaloso. Non ci piace la demagogia e non crediamo nella pseudo-democrazia. In nome della trasparenza, avremmo voluto che un posto di così grande rilevanza e responsabilità fosse stato messo a concorso pubblico e non sponsorizzato con una selezione ad personam oppure avremmo potuto anche prevedere un consiglio di amministrazione a costo 0, come peraltro proposto in conferenza».
«La discussione può essere talvolta anche dura e forte ma deve sempre condurre ad una sintesi maturata all’interno degli organismi preposti. Se Livorno ritiene in virtù della sua ampiezza e del suo indice demografico di non doversi confrontare con gli altri territori, lo dica con chiarezza e trasparenza, noi ne prenderemmo atto. Il Comune di Livorno ci chiami se e quando vorrà confrontarsi e discutere delle cose e non lo faccia soltanto per ratificare decisioni già prese».
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