Il Tirreno

Centrale, Giuliani detta le condizioni

di Cristiano Lozito
Centrale, Giuliani detta le condizioni

«Se ne può discutere solo se Jindal mette nero su bianco forno elettrico e corex, e se il saldo ambientale sarà positivo»

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PIOMBINO. La centrale a carbone non è un tabù, o quanto meno Regione e Comune di Piombino «sono disposti a parlarne». Così si esprime il presidente della Regione Enrico Rossi, che fa intendere come una centrale sarebbe utile, o addirittura indispensabile, per convincere la Jsw di Sajjan Jindal a proporre un piano più ambizioso rispetto al semplice acquisto di laminatoi e impianti marittimi Lucchini.

Lo dice da giorni Rossi, ieri anche in una dichiarazione rilasciata a Greenreport, quasi come fosse un manifesto della volontà della Regione di rientrare in quella che sembra una trattativa politica col gruppo indiano, in cui da tempo i sindacati chiedono che faccia la sua parte il primo ministro Matteo Renzi. Già, perché di fatto, sul terreno puro e semplice dell’offerta, nonostante il viaggio in India del commissario Piero Nardi, l’offerta di Jsw è rimasta più o meno la stessa: un piccolo aumento dal punto di vista del prezzo di acquisto (intorno ai 20 milioni), ma nulla di nuovo né sul piano occupazionale (nei tre laminatoi ci sarà posto per 700-800 operai) né su quello del piano industriale. In soldoni: forno elettrico e corex restano una mera ipotesi per un futuro tutto da scrivere, ma non faranno parte del piano industriale.

Così spicca la decisione di Rossi di rilanciare sulla centrale, come sta facendo praticamente in ogni situazione pubblica. Che il Comune «sia disposto a parlarne» del resto lo conferma anche il sindaco Massimo Giuliani, che spiega comunque come tutto sia rimasto a quando della possibilità di realizzare una centrale si iniziò a parlare, e cioè lo scorso luglio. In sostanza la sua disponibilità a discuterne è legata a tre condizioni: «La prima – spiega Giuliani – è ovviamente che Jindal faccia una proposta che prevede in modo chiaro la realizzazione di un forno elettrico e di un corex. La seconda più che una condizione è una valutazione, sulla possibilità di una centrale con altri tipi di alimentazione. L’ultima è che sia dimostrato un saldo ambientale positivo per la città». Con ovvio riferimento ai risultati legati alla chiusura di un paio di centrali dentro lo stabilimento, dell’altoforno e soprattutto della cokeria.

Sul punto Giuliani prova a essere ancora più chiaro: «Non dico nessun no a priori – spiega – ma qualsiasi ipotesi la discuterò con i cittadini. Che devono stare tranquilli, perché metterò sempre la salute al primo posto. Però, nelle condizioni di cui parlavo prima, discutere di energia sarebbe doveroso, pensando di quanto sia fondamentale energia a basso costo per un polo produttivo, che comprenda non solo Lucchini, ma anche Magona, Dalmine e il porto rinnovato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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