Il dolore
Centrale a carbone, Giuliani detta le condizioni
«Se ne può discutere in un confronto aperto con i cittadini solo se Jindal mette nero su bianco forno elettrico e corex»
La centrale a carbone non è un tabù, o quanto meno Regione e Comune di Piombino «sono disposti a parlarne». Così si esprime il presidente della Regione Enrico Rossi, che fa intendere come una centrale sarebbe utile, o addirittura indispensabile, per convincere la Jsw di Sajjan Jindal a proporre un piano più ambizioso rispetto al semplice acquisto di laminatoi e impianti marittimi Lucchini.
Che il Comune «sia disposto a parlarne» del resto lo conferma anche il sindaco Massimo Giuliani, che spiega comunque come tutto sia rimasto a quando della possibilità di realizzare una centrale si iniziò a parlare, e cioè lo scorso luglio. In sostanza la sua disponibilità a discuterne è legata a tre condizioni: «La prima – spiega Giuliani – è ovviamente che Jindal faccia una proposta che prevede in modo chiaro la realizzazione di un forno elettrico e di un corex. La seconda più che una condizione è una valutazione, sulla possibilità di una centrale con altri tipi di alimentazione. L’ultima è che sia dimostrato un saldo ambientale positivo per la città». Con ovvio riferimento ai risultati legati alla chiusura di un paio di centrali dentro lo stabilimento, dell’altoforno e soprattutto della cokeria.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
