Il Tirreno

«Sui quartieri si applichi il regolamento»

«Sui quartieri si applichi il regolamento»

5 Stelle e Ferrari non fanno un passo indietro: i dissidi interni al Pd hanno causato i ritardi

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PIOMBINO. La nomina dei rappresentanti nei quartieri alimenta ancora la polemica. Le opposizioni, come prevede il regolamento, chiede che spettino a loro, visto il ritardo del Pd. E il capogruppo Camberini ha replicato dicendo che così si nega il risultato del voto. Ora replicano 5 Stelle e Ferrari.

«Nessuna forma di democrazia può esistere al di fuori delle regole condivise – dicono dal 5 Stelle –. Le regole sono state peraltro introdotte dal Pd durante lo scorso mandato e troviamo assurdo che adesso siano loro, per motivi di opportunità, a criticarne la funzionalità. Tra le forze di opposizione non c’è un’alleanza e lo dimostra il fatto che ci troviamo a votare in maniera divergente singoli provvedimenti, ma abbiamo in comune la consapevolezza del ruolo che ci è stato affidato dai cittadini nel consiglio comunale: vigilare sull’operato di chi amministra. Quindi dovrebbe essere proprio la principale forza di governo a farsi un esame di coscienza. A più di tre mesi dall’esito elettorale nulla si è mosso, le commissioni sono inattive, nessuna proposta è arrivata in consiglio e nonostante la nostra richiesta non c’è stato modo di indire un consiglio ad agosto. Tutto ciò avviene in uno dei periodi più drammatici che abbia mai vissuto la nostra città. La nostra convinzione è che tutto questo sia dovuto in larga misura alle divisioni interne del Pd e il fatto che non sia riuscito a presentare la lista dei consiglieri di quartiere, se non con 18 giorni di ritardo, ne è la prova schiacciante».

Sulla stessa linea Francesco Ferrari. «Il Pd sta dimostrando tutta l’arroganza che localmente lo ha sempre contraddistinto; non solo è stato l’unico a non depositare tempestivamente i nominativi dei consiglieri di quartiere, facendolo con 18 giorni di ritardo a causa di dissidi interni tra le correnti, ma adesso vorrebbe anche far credere che a sbagliare siano le minoranze, solo perché chiedono che venga applicata la legge. Esiste un regolamento, scritto proprio dal Pd, che sanziona il ritardo della presentazione dei nomi dei consiglieri di quartiere con la decadenza, e dunque con il diritto delle altre forze politiche di nominare i consiglieri che sarebbero spettati al partito ritardatario. Non tema il capogruppo Camberini: non esiste alcuna alleanza tra le forze di opposizione. C’è solo la comune e legittima pretesa che la legge venga applicata».

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