Il Tirreno

«Una task force per l’acquedotto»

«Una task force per l’acquedotto»

Legambiente sollecita l’intervento della struttura guidata da Erasmo D’Angelis

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PORTOFERRAIO. Un intervento della Task Force “Italia Sicura” per verificare le condizioni dell’acquedotto sottomarino che rifornisce l’Elba. Una richiesta che parte da Legambiente che lancia l’allarme sulla condotta sottomarina che da Piombino al Cavo, porta l’acqua della Val di Cornia. Un’opera realizzata ormai più di 26 anni fa ma che, secondo Legambiente non risulta essere stata mai manutenuta lungo tutto il suo tracciato. Dice Legambiente: «L’unica ispezione visiva completa realizzata sulla condotta sarebbe risalente al novembre 2007, mentre già un controllo eseguito nel marzo 1999 da Piombino fino all’altezza dell’Isola di Palmaiola , riscontrò diversi problemi e fragilità nell’infrastruttura sottomarina». Forti criticità, con la necessità di interventi di manutenzione e rispristino che dopo quasi 7 anni non sono stati realizzati».

Di certo in moltissimi punti dell’acquedotto elbano risulta danneggiato, bucato o crepato lo strato protettivo di cemento appesantito che ha sia il compito di salvaguardare la condotta dagli agenti esterni che quella di garantire l’affondamento e la stabilità della tubazione.

Da questi presupposti Legambiente si rivolge a Aato Costa Toscana, ai Comuni dell’Elba, all’Asa, alla Regione Toscana, ma, sopratutto alla task force “italia sicura”, la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche coordinata da Erasmo D’Angelis perché l’acquedotto elbano rientri tra le opere prioritarie tra le infrastrutture idriche.

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