Sicurezza
L’aumento della Tari fa insorgere un po’ tutti
Dopo la Cna, anche la Confcommercio si schiera contro l’assessore Francini «In un momento così delicato le piccole imprese dovrebbero essere aiutate»
PIOMBINO. Niente da fare. L’aumento della Tari, la nuova tassa sui rifiuti, annunciato in commissione (a causa del minor gettito dall’industria) e che domani verrà discusso in consiglio comunale, non piace quasi a nessuno. Già le minoranze hanno fatto capire che voteranno contro, poi è intervenuta anche la Cna ricordando che le piccole e medie imprese (le più colpite dalla stangata) andrebbero salvaguardate soprattutto in questo momento di crisi. Ora anche la Confcommercio si schiera apertamente contro l’assessore Lido Francini. Gli aumenti, scrive la Confcommercio, «in un momento così delicato per l’economia locale e con una stagione turistica che purtroppo (anche causa maltempo) è fortemente in calo, dove la nostra associazione richiede a tutti i Comuni di ridurre la tassazione per le piccole imprese, non ci trovano assolutamente in accordo». La Confcommercio lamenta poi l’assenza di qualsiasi passaggio con le associazioni: «Viene da chiedersi quale opinione ha la pubblica amministrazione delle piccole imprese che operano nel commercio e nel turismo della zona. Quando le associazioni sono state chiamate a un impegno nel recuperare eventuali evasioni nelle corresponsioni dovute non ci siamo tirati indietro. Nel 2014 c’è stato meno lavoro, ci sono meno presenze sul territorio e l’industria non è in buona salute: come è possibile che la Tari possa aumentare del 15% rispetto all’anno passato? I rifiuti (e non tutti i rifiuti sono conferibili in discarica in quanto rifiuti speciali) non dovrebbero essere aumentati».
«Come prospettato in molti comuni in campagna elettorale - ricorda la Confcommercio - occorre ridurre il costo del conferimento in discarica per limitare il costo a carico di imprese e cittadini, discutendo con le aziende che effettuano la raccolta rifiuti (Asiu in Val di Cornia e Rea in Bassa Val di Cecina). Serviranno investimenti per effettuare una raccolta differenziata con sistemi diversi e bisogna sensibilizzare i contribuenti sul corretto uso della differenziata spinta. Su questi temi vorremmo confrontarci. Non trovarsi tutti gli anni ad allargare le braccia e ripartire il costo dello smaltimento. Auspichiamo che la scelta possa essere ridiscussa».
Interviene anche il consigliere Francesco Ferrari, di Forza Italia: «Nel prossimo consiglio comunale il Pd dovrà aspettarsi la ferma resistenza del nostro gruppo e probabilmente di tutte le altre forze di opposizione. Non si tratta di demagogia ma della convinzione che l’aumento della pressione fiscale in un periodo tragico come quello che sta attraversando Piombino equivale ad annientare ogni speranza di superare la crisi. A preoccupare non è solo l’aumento della tassa sui rifiuti che la giunta vuole apportare alle famiglie, già comunque tartassate. Quel che è ancora meno accettabile è il fortissimo aumento per le aziende. La maggioranza dovrebbe sapere che un sensibile aggravio dei costi per coloro che gestiscono con coraggio un’attività commerciale, una piccola o media impresa, un bar o un ristorante o un negozio, potrebbe trasformarsi in una riduzione degli investimenti e del personale: a rimetterci sarebbe un'intera città. Senza contare poi che l’elevatissimo costo di Asiu poco si concilia con l’efficienza del servizio: sono conosciuti a tutti, purtroppo anche ai turisti, i cassonetti stracolmi, il cattivo odore della discarica, la sporcizia tra le strade della città».
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