Il Tirreno

«Perderò, ma lo farò restando in piedi»

Francini ha iniziato lo sciopero della fame per chiedere l’attenzione del Governo sul caso Lucchini

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PIOMBINO. «Se devo perdere, voglio farlo in piedi e guardandomi tranquillamente allo specchio». Tranquillamente, dice Paolo Francini, non «serenamente» come avrebbe detto il presidente del consiglio Matteo Renzi. Ed è proprio la sua attenzione, quella di Renzi, che l’operaio vuole cercare di attirare su Piombino, sulla crisi dell'industria e sul rischio di un disastro sociale senza precedenti. Francini da ieri mattina si è accampato alla rotonda davanti alla Sol, all’entrata e uscita della città. Per due giorni, fino a domattina, attuerà uno sciopero della fame. Ne ha fatti tanti, Francini, e non è affatto preoccupato per la propria salute. «Due giorni sono niente». Solo qualche sorso d'acqua, niente cibo. Un ombrellone per ripararsi dal sole che picchia forte, una seggiolina, una coperta e un sacco a pelo sull’erba. La tuta di lavoro, il casco. L'unico nutrimento di Francini è rappresentato dalla solidarietà della gente, dei compagni di lavoro. Ce ne sono, a tenergli compagnia. Ma sono pochi. Ci sono anche i sindacalisti. Francini è un cane sciolto, non ha un rapporto idilliaco con loro. Però gli ha fatto piacere ieri mattina quando praticamente tutta la Fiom è andata a fargli visita, a parlare con lui. «Io non voglio fare la rivoluzione, sono contro la violenza - dice - ma non possiamo più farci sentire con timidezza. Basta scioperi, basta volantinaggi, basta chiacchiere. La gente è disperata, qualcuno ancora non se ne rende conto. E quando sei disperato i casi sono due: o ti togli la vita, oppure sfoghi la tua rabbia in altro modo. Il Governo è assente mentre qui sta per scoppiare una guerra tra poveri. C'è un solo modo per evitarla: tornare a produrre acciaio, salvare tutti i posti di lavoro. Lo Stato non solo può, ma deve intervenire. Deve riacquisire, anche solo in parte, la fabbrica. Dobbiamo mobilitarci tutti per far diventare il caso della siderurgia di Piombino un’emergenza nazionale».(a.d.g.)

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