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Il telegrafo ottico di Napoleone in cima all’acropoli

Il telegrafo ottico di Napoleone in cima all’acropoli

PIOMBINO. Storia nella storia: dunque Napoleone “dentro” gli Etruschi. Questo perché proprio a Populonia, in cima all’acropoli, c’è quel che resta della torre per il telegrafo ottico (nella foto) dei...

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PIOMBINO. Storia nella storia: dunque Napoleone “dentro” gli Etruschi. Questo perché proprio a Populonia, in cima all’acropoli, c’è quel che resta della torre per il telegrafo ottico (nella foto) dei fratelli Chappe in attività durante l’Impero più un secondo rudere, cioè la casetta utilizzata dagli allora telegrafisti.

La scoperta è di Gianpiero Vaccaro (35 anni, formazione Iti Piombino, lavoro al porto industriale Lucchini) appassion. E stasera, al museo del Castello e delle ceramiche medievali (alle ore 21) si svolge l'ultima iniziativa del programma per le celebrazioni del bicentenario napoleonico, con la conferenza di Giampiero Vaccaro “Da Parigi a Piombino con il telegrafo dei fratelli Chappe”. Nel corso della conferenza Giampiero Vaccaro illustrerà le caratteristiche dei suoi ultimi ritrovamenti a Poggio Telegrafo a Populonia, relativi all’esistenza di una stazione piombinese per Napoleone del telegrafo ottico Chappe.

Fino ad oggi, la teoria più accreditata era che i resti del poggio di Populonia fossero quelli di un mulino a vento e di una stazione radio tra le due guerre. Secondo Vaccaro, questi resti invece fanno riferimento a un telegrafo ottico inventato dai fratelli Chappe in Francia, e rappresentano un esempio unico in Toscana. A Populonia la postazione ospitava due telegrafisti che prestavano servizio nella vicina torre per telegrafo. Il telegrafo è un sistema di comunicazione a distanza ideato per la trasmissione di dati facendo uso di determinati codici. I due telegrafisti si servivano di due potenti cannocchiali puntati sui due più vicini riferimenti, Elba e Montegemoli, tutto il giorno in osservazione. Il programma di iniziative per il bicentenario napoleonico, che si è aperto nel mese di luglio con l'apertura della mostra “I segni di Elisa” visitabile al Castello fino al 7 settembre, è stato organizzato dall'assessorato alla cultura del Comune di Piombino e dall'archivio storico della città, nel quadro delle attività concordate per il bicentenario dell'arrivo di Napoleone all'Elba ed elaborato in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione Livorno, Autorità Portuale Piombino-Elba, Soprintendenza Archivistica per la Toscana, Fondazione Teatro La Pergola Firenze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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