Attenzione
C’è la multa, ma “Robinson” paga e resta
Salvadori, dal 1964 per mesi a Fosso alle Canne: «In simbiosi con la natura, aiuto tutti». Raccolta di firme a sostegno
PIOMBINO. La sua è una vita in simbiosi con natura e mare, difendendosi da accuse di abuso edilizio e pagando una multa pesante per restare. «Non resisto lontano da qui» confessa il Robinson Crosue di Fosso alle Canne, cioé Enrico Salvadori (visto che questo è pure il suo nickname per il punto radio dell'antincendio boschivo). Pensionato delle Acciaierie, 73 anni, passa gran parte del suo tempo in spiaggia, da maggio a settembre, in un piccolo appezzamento che ha riscattato da “Populonia Italica”. Assicurando da sempre un presidio d’assistenza a quanti scoprono e amano “questo posto”. Negli anni è diventato scultore suscitando apprezzamenti e simpatia; ma che non piaccia a tutti lo dimostrano le denunce di abusi che nel corso degli anni si sono susseguite. Pur essendo in tanti pronti a schierarsi al suo fianco: al Gattarossa di Calamoresca (porta sulla via per Baratti) stanno raccogliendo firme a sostegno.
Nell’estate 2013 quest’ultima battaglia che si è rivelata come la più difficile: «Perché nel 2002 avevo già vissuto una situazione simile – ricorda – anche se poi fu necessario rimettere questa specie di barriera per difendermi dai cinghiali. Quando la scorsa primavera era arrivato l’ok dalla Sovrintendenza – aggiunge Salvadori – sembrava andasse tutto per il meglio, invece no. Dal Comune una multa di 6258 euro poi “ridotta” a 4043». Dopo la denuncia le dovute indagini; poichè la siepe di canne è stata realizzata in assenza di autorizzazione paesaggistica resta l’abuso. Giro di vite e divieto assoluto di campeggio «ma continuo a passare l’estate qui – dice – pur dovendo frequentare la città sin troppo (malattia improvvisa tanto grave che lo lega a chemio e analisi ndr)». Tira dritto: «Non posso stare lontano da Fosso alle Canne, mi manca l’aria».
Qui da quando di anni ne aveva 23, cioè dal 1964: «Ci siamo “trasferiti” con mia moglie Marcella nel maggio 1964 – conferma – sposati da poco. Ho fatto in modo che l'acqua ci fosse sempre, lungo il fosso, così è cresciuta la vegetazione. Tante persone in questi giorni – sottolinea con gratitudine – mi hanno dimostrato sostegno anche dall’Estero e sarebbero pronti ad accogliermi in Nuova Zelanda come in Cile o alle Canarie. La scultura mi ha aperto tante porte. Ma a Fosso alle Canne non rinuncio».
Perché questo Robinson locale con cui tutti i fruitori del luogo interagiscono, piombinesi e non, è conosciuto appunto pure per le sculture di legno in spiaggia (più volte danneggiare dai vandali). Si sa e si vede cosa Enrico ha fatto di Fosso alle Canne. Ciò che rende unico questo margine di macchia che si affaccia sul mare non è solo la spiaggia di ciottoli, ma pure quello che Fosso alle canne rappresenta, data la presenza delle strutture che lui ha costruito negli anni utilizzando materiali naturali reperiti in loco e messe in buona parte a disposizione dei visitatori. Ecco che pure sul web fioccano messaggi di sostegno, amici che volevano aiutarlo a pagare la multa (Enrico «ma i soldi li diano a famiglie bisognose..!»).Tanti in città desiderano che resti, perché in tutti questi anni è stato d’aiuto, salvando pure la vita ad almeno tre bagnanti, anzi vorrebbero che il Comune in qualche modo rendesse ufficiale questa particolare forma di presidio. Al di là del sostegno di molti la forza di Enrico arriva dalla sua esistenza straordinaria - come il Robinson della letteratura - vissuta davvero; si vede nelle foto di Fosso alle canne irriconoscibile, anni Sessanta; lui viveva già qui con moglie, figli piccoli, un cane lupo (che sorvegliava la famiglia quando faceva le notti in fabbrica) e due scimmiette (Enrico: «Tarzan e Jane... raccoglievano funghi nel bosco...»). In pensione, lasciando la spiaggia, ha trascorso gli inverni in giro per il mondo, imparando tante lingue, “barattando” gratuitamente la sua arte con l’ospitalità. «Mi sono dedicato all'ambiente e ho aiutato tante persone, bambini. I nuovi limiti non mi fermano, questa spiaggia è la mia vita» .
Ad inizio settimana è andato in banca per il primo pagamento rateale. Il parere favorevole della Soprintendenza gli consente di mantenere la recinzione. «Io resto, ancora» assicura.
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