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«È solo un’incomprensione, i problemi erano superabili»

PORTOFERRAIO. «Un’incomprensione, il problema poteva essere superato». È quanto fa sapere l’azienda Trenitalia, in relazione alla vicenda di Francesco Canale, l’artista diversamente abile che ha...

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PORTOFERRAIO. «Un’incomprensione, il problema poteva essere superato». È quanto fa sapere l’azienda Trenitalia, in relazione alla vicenda di Francesco Canale, l’artista diversamente abile che ha dovuto spostare il suo arrivo all’Elba per problemi legati ai trasporti.

La stazione del porto di Piombino non abilitata all’accoglienza dei disabili, i treni in linea non sempre attrezzati e, dulcis in fundo, i pullman sostitutivi “spariti” dall’orario e sconosciuti anche agli addetti della Sala blu di Firenze Santa Maria Novella, l’unità creata da Ferrovie per facilitare il trasporto dei toscani portatori di handicap. L’Elba, per i meno abili, pare lontana quanto Sant’Elena. La storia di Francesco Canale è esemplare. Il mancato spettacolo – rinviato sia per problemi di trasporto che per difficoltà, da parte del Comune di Marciana, di reperire mezzi alternativi a dieci giorni dall’evento – mette in luce le difficoltà dei portatori di handicap nello sbarcare a Portoferraio, Rio Marina o Cavo. Eppure basterebbe poco: dato che sui bus della linea Azzurra della Tiemme fra Campiglia Marittima e il porto si può salire con lo stesso biglietto di Trenitalia, non si capisce come mai, dopo mesi dal rinnovo della convenzione, gli orari non siano disponibili sul sito dell’impresa ferroviaria.

Diversi mezzi della compagnia toscana, infatti, sono in grado di ospitare a bordo i meno abili e, per non avere sorprese, sono loro che dovrebbero comunicare all’azienda le necessità. Peccato che nessuno glielo dica. Ma anche a Piombino Centrale, arrivando su un ipotetico treno idoneo, non sarebbero mancati i problemi: l’elevatore per alzare e abbassare le carrozzine, infatti, è momentaneamente guasto. Così, dove è prevista l’assistenza, manca l’attrezzatura. E dove scendere sarebbe più comodo, alla stazione del porto, manca l’assistenza. Nel caso specifico, comunque, Trenitalia spiega che si è trattato di «un’incomprensione» con il viaggiatore alle prese con gli operatori del numero verde e si scusa per l’accaduto. «Normalmente – fanno sapere dall’azienda – l’impegno e la volontà per trasportare i disabili sono massimi. Con un po’ di preavviso possiamo portare una carrozza attrezzata quando ci viene richiesto il servizio. E il fatto che non vi sia, fino al 10 settembre, un elevatore in funzione, non impedisce che, comunque, il servizio possa essere prestato. Cerchiamo sempre di soddisfare tutte le richieste che ci vengono avanzate e siamo disponibili, qualora il viaggiatore in questione lo vorrà, a trovare in qualsiasi data una soluzione».

Stefano Taglione

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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