Il Tirreno

Tari, in arrivo una stangata sulle aziende

di Alessandro De Gregorio
Tari, in arrivo una stangata sulle aziende

Aumenti in media del 15% per sopperire ai mancati introiti di Lucchini e Magona. L’annuncio ieri in commissione

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PIOMBINO. Aumenti in vista per la Tari, la nuova tassa sui rifiuti. Pochi euro in più per le famiglie, che in questo momento non se la passano benissimo; una stangata invece per le aziende, che non se la passano molto meglio. Se infatti per le utenze domestiche l’incremento oscilla in media tra il 2 e il 3%, per le attività produttive la media è del 15 con punte del 19. Il motivo è semplice: si sono drasticamente ridotti i conferimenti (e quindi i contributi) della Lucchini, ma anche quelli della Magona e del comparto industriale in generale.

Il nuovo piano delle tariffe predisposto dal Comune verrà discusso e votato nel prossimo consiglio comunale del 4 settembre. Ieri mattina l’assessore Lido Francini ne ha dato comunicazione in seconda commissione. Con lui anche Fulvio Murzi, presidente di Asiu. L’azienda municipalizzata ha presentato un piano finanziario da cinque milioni e 938mila euro, in sostanza come quello precedente, confermando servizi ed esenzioni.

«Per le utenze domestiche - dice Francini - l’aumento è in linea anche con altri Comuni. Siamo sotto il 3 per cento: in termini assoluti significano dieci euro a utente, se non meno. Per le altre utenze il discorso cambia. C’è stato un crollo, iniziato e in qualche modo assorbito nel 2013, della quantità di rifiuti conferiti da Lucchini, Magona, Sol, Dalmine eccetera. Solo per Lucchini si parla del 45-50% in meno. Abbiamo conservato le esenzioni e le riduzioni per i bassi redditi Isee, per gli abitanti di Colmata, Gagno, Montegemoli, Poggetto, Cotone. Tutte esenzioni che pesano per circa 160mila euro. Abbiamo cercato di tutelare le famiglie. Ci rendiamo conto che le aziende sono in difficoltà, non è stata una decisione presa a cuor leggero ma non avevamo alternative. A breve però dovremo ridiscutere tutte le modalità di tassazione, l’attuale ripartizione dei costi (45% sulle aziende e 55% sulle utenze domestiche, ndr) non sarà più sostenibile».

Intanto c’è da far passare questo piano tariffario. A giudicare dalle reazioni delle minoranze in commissione, è assai probabile che senza correttivi la manovra passi con i soli voti della maggioranza.

Giovanni Sironi, consigliere di Forza Italia e vicepresidente della seconda commissione consiliare, sostiene che si tratta di «misure inaccettabili, specie per le imprese. Qui stanno venendo al pettine i gravissimi errori commessi dalla maggioranza a partire dal 2003 in avanti».

Daniele Pasquinelli, capogruppo dei Cinque stelle, si chiede peraltro «perché presentare un piano del genere a una settimana dal consiglio comunale, senza darci il tempo di fare le nostre valutazioni?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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