La protesta
I pescatori: «Fateci vendere il nostro pesce nelle regole»
PORTOFERRAIO. «Dateci un posto dove vendere il nostro pescato, in rispetto delle regole e in base alle normative vigenti sul commercio e sull’igiene del venduto». È la richiesta fatta agli...
PORTOFERRAIO. «Dateci un posto dove vendere il nostro pescato, in rispetto delle regole e in base alle normative vigenti sul commercio e sull’igiene del venduto». È la richiesta fatta agli amministratori comunali, attraverso le colonne del nostro giornale, dai pescatori del molo Gallo dopo l'intervento congiunto effettuato, nei giorni scorsi, dagli uomini della Capitaneria di porto, della Guardia di Finanza e dell'Asl, a bordo di un peschereccio dove si vendeva a clienti di passaggio il pesce azzurro (ma anche in barattoli sott’olio).
«Sono arrivati in forze – commenta Stefano Campo, pescatore elbano che si sente di parlare anche a nome degli altri– neanche avessimo avuto a bordo droghe». Complessivamente sono sette le barche che fanno capo al molo del Gallo (Airone, Edda e Cesare, Fiorella madre, Maria, Padre Pio, Rondine e Uragano) con una cinquantina di pescatori, alcuni di questi dormono pure a bordo quando inizia la stagione della pesca. Quasi tutti hanno una famiglia sulle spalle da mantenere. «Il nostro armatore – dice sempre Campo - ci paga con 370 euro al mese e in più ci dà una cassetta per uno. Un po’ del pesce ce lo conserviamo; l’altro lo vendiamo, giusto per arrotondare il nostro stipendio e per portare a casa dei soldi che servono alle nostre famiglie. Non vogliamo essere abusivi. Vogliamo rispettare le regole e allora chiediamo, dateci un posto, visto che non possiamo più farlo sulle barche dove poter vendere i nostri prodotti in piena legalità».
Le forze dell’ordine hanno fatto loro una multa di cinque mila euro e adesso l’armatore li ha diffidati dal commercio sulle imbarcazioni. Si rifiuta di pagare il verbale, richiedendo che a pagare siano gli stessi suoi assunti. Di male in peggio, dunque, per i pescatori. «Ma come facciamo a pagare la multa – aggiunge il portavoce dei pescatori del molo Gallo – se le nostre paghe mensili sono così contenute?». Gli equipaggi imbarcati sui pescherecci elbani sono misti, formati cioè in parte da italiani e in parte da tunisini. Aymen Boubaker (34 anni) è uno di questi, è tra quelli che vive a bordo, per risparmiare sui costi d’affitto di una stanza. «In questo periodo – aggiunge Campo – riceviamo la solidarietà della gente. Da noi vengono pensionati, anziani che ci chiedono, a buon mercato, due pesci per il pranzo o la cena. Adesso si dovranno attrezzare in altra maniera».
Luigi Cignoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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